RESTI DI UNA DOMUS ROMANA IN LOCALITÀ CASTAGNETO DI FORMIA

RESTI DI UNA DOMUS ROMANA IN LOCALITÀ CASTAGNETO DI FORMIA


Mura possenti e cisterna fuori terra di grandi dimensioni

Trattasi di resti di una Domus di campagna appartenuta di certo a un grande personaggio vissuto nel nostro territorio , confermato dallo spessore delle mura , di oltre cm 150 , che circondano una cisterna fuori terra di mq 100 circa , per un’altezza di almeno tre metri e per una capacità di circa 300.000 litri . La Domus doveva essere posizionata nei pressi di questa cisterna come evidenziato da resti anche se di minor volume.

La cisterna, come è possibile vedere dalle foto, misura cinque metri per venti con mura su tutti i lati , coperte di ” cocciopesto” e con volta a botte quasi totalmente crollata .

La cisterna veniva alimentata dalla sorgente Funno , ora divenuta un fossato di scolo che dalle colline di Maranola si congiunge, molto probabilmente, al fossato di Acqualonga .
È facile che la stessa cisterna fosse dotata di una copertura con ” impluvium ” per la raccolta anche di acque piovane.

Il doppio approvvigionamento ( sorgente e acque piovane) era molto diffuso al tempo dei romani , condizionato da sorgenti con ridotta portata , ed è riscontrabile anche nella Piscina Mirabile di Baia al Capo Miseno, da me visitata diversi anni fa.

Molti fossati attuali, nel passato romano dovevano essere stati formali di sorgenti di acqua potabile.

Una cisterna così grande e il suo luogo di collocazione fanno pensare ad un’attività rurale organizzata dal proprietario della Domus in un vasto appezzamento di terra , ovviamente con l’aiuto di un nutrito stuolo di collaboratori, per la produzione di vino o per l’allevamento di bestiame, o per entrambe le attività.

Lo spessore delle mura che circondano la mastodontica cisterna è di certo giustificato dalla enorme spinta che doveva sprigionare , a completo riempimento, la massa liquida contenuta da questa cisterna che, chiaramente , doveva servire anche agli usi domestici e ad eventuali giochi d’acqua in un giardino che certamente attorniava la Domus.

Solo un ricco patrizio romano poteva permettersi una proprietà terriera con una cisterna di tali dimensioni.

La struttura fuori terra del manufatto , per le sue grandi dimensioni e per la sua collocazione in un’altura rispetto al frontale litorale marino , potrebbe anche aver avuto una funzione pubblica di fornitura idrica per le ville marittime sottostanti .

Questo è quello che , assieme ai miei amici Tommaso Bosco e Luciano Simione , ho avuto il privilegio di vedere e fotografare , autorizzato dal proprietario del fondo privato , e di poterlo raccontare e condividere con voi.

Raffaele Capolino

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