HO RICEVUTO QUESTO MESSAGGIO DAL PROF. HEIKKI SOLIN , EPIGRAFISTA EMERITO PRESSO L’UNIVERSITÀ DI HELSINKI.

HO RICEVUTO QUESTO MESSAGGIO DAL PROF. HEIKKI SOLIN , EPIGRAFISTA EMERITO PRESSO L’UNIVERSITÀ DI HELSINKI.

Con il suddetto messaggio , scritto sia in greco antico sia in latino, mi ringrazia personalmente per averlo invitato a Formia per il grande evento del 25 marzo scorso.

Molto bello è anche quanto scritto al primo rigo di questo graditissimo messaggio , con indirizzo e data in forma latina addirittura con citazione delle ” Kalende di Maggio !!!!!!! ” .

” Dabam Helsingia vico Templi V Kal. Mai . a. MMXVII ”

Sto pensando di riprodurre in un attestato marmoreo queste due insolite ” epigrafi ” per farne dono al Comune di Formia in ricordo dell’evento organizzato, nella Sala Ribaud , assieme agli amici dell’Associazione Formiana Saxa .

Il Prof. Solin, con scritto in perfetto italiano , ha altresì annunciato che ritornerà a Formia il 29 e 30 maggio prossimo in uno spirito di collaborazione culturale e con letture di nuove e vecchie epigrafi che testimoniano il nostro passato di Formiae romana.

La Città di Formia avrà quindi la possibilità di incontrarlo di nuovo e di accoglierlo con tutti gli onori che si merita.

Raffaele Capolino

ALCUNE PUBBLICITA’ DI INDUSTRIALI E COMMERCIANTI DI FORMIA NEGLI ANNI ’30 DELLO SCORSO SECOLO.

ALCUNE PUBBLICITA’ DI INDUSTRIALI E COMMERCIANTI DI FORMIA NEGLI ANNI
’30 DELLO SCORSO SECOLO.


Podestà di Formia: Felice Tonetti ( dal 1927 al 1936)

Dal tipo di pubblicità di quei tempi si percepisce una professionalità imprenditoriale, una frenetica attività commerciale-industriale e una buona cultura pubblicitaria che ci fa oggi impallidire, considerando che stiamo parlando di quasi cento anni fa.

Da queste pubblicità ho inoltre ravvisato un ottimismo imprenditoriale che oggi è scomparso.

È uno spietato raffronto tra l’efficienza dei nostri antenati e le attuali nostre incapacità organizzative, imprenditoriali ed altro.

Questo è quello che io ho tristemente percepito.

Sono curioso di conoscere anche le vostre sensazioni su quanto scritto e sulle immagini pubblicitarie.

Raffaele Capolino

LA STORIA DI UN DIPINTO CHE PASQUALE MATTEJ DONO’ AL COMUNE DI FORMIA.

LA STORIA DI UN DIPINTO CHE PASQUALE MATTEJ DONO’ AL COMUNE DI FORMIA.


Del dipinto non si hanno più tracce.

Pasquale Mattej ( Formia 1813 – Napoli 1879) nel 1858 realizzò a matita un piccolissimo disegno ( cm 8 x 13) come lavoro preparatorio per un grande dipinto ad olio destinato ad essere collocato in una edicola del Comune di Formia , posta in una strada dove era solito passare il Re Ferdinando II.
Così è riportato nel libro di Giorgio Ottaviani su P. Mattej.

Molto probabilmente la strada doveva essere adiacente all’ingresso della Real Villa Caposele di Formia acquistata dal Re delle due Sicilie nel 1852.

È facile altresi’ pensare che la morte immatura del Re , avvenuta nel maggio del 1859, e gli eventi successivi che determinarono la scomparsa del Regno Borbonico, resero non più fattibili le idee del nostro concittadino che prese la decisione di regalare il dipinto al Comune di Formia.

L’evento suddetto è documentato da una copertina di un fascicolo ( ved. foto) titolato: Dono del Barone Pasquale Mattej di una tela di S. Antonio.

Questa copertina , priva del suo contenuto, risulta tuttora utilizzata al rovescio per il fascicolo n. 4 Faldone XIV – Terremoto Abruzzo – dove chi ha proceduto all’impianto dell’attuale Archivio Storico ha inserito questa singolare e precisa annotazione:

” La copertina , al rovescio , è titolata – Dono del Barone Pasquale Mattej di una tela di S. Antonio – . Ancora oggi non sappiamo dove si trova questa tela , ne conosciamo la raffigurazione da una stampa di Mattej , uscita sul Poliorama Pittoresco insieme ad uno scritto , sotto la stampa del quadro, si legge che doveva collocarsi in una pubblica edicola in Mola di Gaeta ” .

Ho chiesto aiuto all’amico Renato Marchese che mi ha subito fornito la foto del dipinto del Mattej pubblicato sul Poliorama Pittoresco che pubblico nella sezione commenti.

Ho potuto cosi’ rilevare che per il dipinto non fu usato il bozzetto di questo post , come sostiene Ottaviani, ma questo non cambia i termini della questione.

In poche parole , non solo è scomparso il contenuto di questo importante fascicolo relativo al “Dono ” del nostro Artista al Comune di Formia , ma è scomparsa anche la tela del dipinto , forse attualmente esposto in un salotto di casa di qualche nostro ” furbetto ” concittadino.

Un’evidente operazione di ” sottrazione perfetta ” che ha lasciato l’unica traccia nella ” copertina ” che mi è apparsa sotto gli occhi mentre leggevo il fascicolo relativo al Terremoto di Avezzano del 1915.

Purtroppo di fatti simili , a Formia, ne sono accaduti diversi.
Si sono aggiunti agli inevitabili eventi naturali e bellici provocando ulteriori danni al patrimonio storico-archeologico-culturale della nostra città.

Raffaele Capolino

  • Fonti : Archivio Storico del Comune di Formia
    G. 0ttaviani – Pasquale Mattej – Ed. Caramanica

IL SEPOLCRO DI CICERONE VISTO DA PASQUALE MATTEJ A METÀ DELL’800

IL SEPOLCRO DI CICERONE VISTO DA PASQUALE MATTEJ A METÀ DELL’800

Così si presentava il sepolcro di Cicerone agli occhi del Mattej.

A quei tempi era ancora in buone condizioni, poi subì danni durante l’assedio di Gaeta e nell’ultimo conflitto bellico.

I tre disegni , oltre a dimostrare le grandi capacità pittoriche del Mattej, ci fanno intendere come lo stesso artista fosse rispettoso e preciso a riprodurne i dettagli.

Grazie a lui possiamo ammirare angoli e paesaggi della nostra città oggi scomparsi e numerosi reperti archeologici conservati in musei nazionali ed esteri.

È riuscito , con i suoi scritti e le sue opere, a trasferirci una buona parte della storia della nostra città.

Raffaele Capolino

CRIPTA MEDIEVALE A MARANOLA NELLA CHIESA DI S. LUCA

CRIPTA MEDIEVALE A MARANOLA NELLA CHIESA DI S. LUCA

Prima parte

La scoperta di questa Cripta avvenne in maniera casuale , il 28 giugno 1997, durante i lavori di sistemazione del vecchio pavimento della Chiesa di S. Luca a Maranola.

Fu rinvenuto un ambiente sotterraneo completamente pieno di calcinacci che furono rimossi da volontari e dai membri del Comitato di S.Luca tra cui l’amico Gerardo De Meo , sempre attento su tutte le operazioni di recupero artistico nei territori collinari di Formia.
Due foto ci danno l’idea di quanto materiale sia stato necessario portare fuori da questo tesoro tenuto nascosto dalle vicende umane di numerosi secoli di storia.

Lo svuotamento portò ad evidenziare un ambiente a forma di croce greca con un incredibile numero di affreschi .

La Cripta ha due bracci di quasi sette metri ognuno , una feritoia come unica fonte di luce e una fonte rustica con disegno sulla spalla superiore e un pozzo che deve aver contenuto ” l’acqua sacra, l’acqua che purifica , che rinnova, che è speranza di salvezza” .

In questo post parleremo solo delle sei Madonne del Latte affrescate in questa Cripta di straordinaria bellezza e complessità artistica.
Quattro di esse sono in trono ma non le altre due denominate per questo particolare anche : Madonne dell’umiltà.

Delle sei raffigurazioni di episodi Evangelici e dei dodici Santi , parlerò in un secondo post.

Traendo spunto da uno studio di Gerardo De Meo, si evidenzia che le Madonne del Latte di questa Cripta sono riferibili al XIV – XV secolo e, come già detto, sono quasi tutte raffigurate sedute in trono.

Nel territorio circostante sono state rinvenute Madonne del Latte in più città ( Gaeta, Minturno, Fondi sulla Rocca, e Ausonia) ma mai in numero così elevato come a Maranola che ne annovera complessivamente otto nelle sue Chiese, più una fuori le mura detta Madonna SS delle Grazie nel versante occidentale, conservata in una Cappella privata.

In tutto nove Madonne del latte in un ambito territoriale non eccessivamente popolato.

Tutto ciò porta a dedurre che l’intero territorio e in particolare la Cripta siano stati un ” Luogo di Culto a Maria Lactans ” giustificato anche dalla presenza della Fonte.

La presenza del latte della Vergine e dell ‘acqua ci porta a pensare che questo doveva essere un luogo di pellegrinaggio per le gestanti richiedenti sana maternità e per le mamme preoccupate per la salute dei loro nascituri.

Come detto tra pochi giorni ” postero’ ” la seconda parte che sarà dedicata agli episodi Evangelici e ai Santi raffigurati sempre in questa Cripta di San Luca a Maranola.

Raffaele Capolino

IL MAGO ZURLI’ A FORMIA NEL CARNEVALE DEL 1965

IL MAGO ZURLI’ A FORMIA NEL CARNEVALE DEL 1965

Cino Tortorella , meglio noto come ” Il mago Zurli’ ” è deceduto il 23 marzo scorso.

Forse poche persone ricordano un evento a Formia del 1′ marzo 1965, organizzato dall’allora Azienda di Soggiorno e Turismo con il Mago Zurli’ al Teatro Caposele .

Ma credo che molti di quei bambini che allora parteciparono a quella gara di mascherine di Carnevale avranno quei momenti ancora impressi nella loro mente.

Erano tempi belli allora!!!

In una pagina di giornale che narra l’evento è possibile riconoscere oltre al Protagonista Mago Zurli’, l’ultimo Podestà di Formia Dott. Pasquale Gallinaro, nelle vesti di Presidente dell’Azienda di Soggiorno e Turismo, che organizzò l’evento allietato dalle musiche dei ” Bidelli’s Jazz College ” dell’indimenticabile maestro Peppino Gentile.

Una foto ci mostra la Sig.ra Titina Villa nei panni di ” Arabella ” e la Sig.na Laura Recco che parteciparono anche loro all’evento accanto al Mago Zurli’ che si nota in una foto con “la damina ” più applaudita .

La gara di mascherine terminò con la premiazione del bambino 1′ classificato con il numero 8 vestito da Astronauta.( foto 2 , 3 e 4)

Nella foto fu erroneamente citato come Mario Ciccone, ma in realtà quel bambino, come è precisato all’interno dello stesso articolo , era Salvatore Ciccone attualmente architetto e grande conoscitore e studioso delle vestigia e della storia di Formia.

Lui ricorderà certamente quei momenti felici in cui fu premiato con la sua tuta e casco di astronauta.

Si tratta di una piccola storia che farà felici i ragazzi di allora , ora più che sessantenni .

Una storia che ci ha regalato il Mago Zurli’ , alias Cino Tortorella inventore dello “Zecchino d’oro”, che credo sia stato il personaggio televisivo più amato dai bambini e , nello stesso tempo, molto apprezzato anche dagli adulti.

Raffaele Capolino

Sepolcro di Cicerone disegnato da Pasquale Mattej.
Sull’albero di sinistra vedo qualcuno curiosamente posizionato dall’artista.
Sembra che adoperi un’accetta con la mano sinistra.

Raffaele CapolinoFB_IMG_1493474650163.jpg