IL LAVATOIO PUBBLICO DEL BORGO DI CASTELLONE – FORMIA

IL LAVATOIO PUBBLICO DEL BORGO DI CASTELLONE – FORMIA

Si tratta di una struttura situata all’inizio della salita di Via di S.Maria della Noce, grosso modo dove è adesso l’edicola dei giornali.

Prima del conflitto bellico aveva al suo interno un grande lavatoio pubblico , alimentato dalla sorgente di S.Maria La Noce, a servizio dell’intero borgo di Castellone.

Nel dopoguerra , e fino alla fine degli anni ’50, fu utilizzato come luogo di accumulo rifiuti urbani e custodia dei mezzi meccanici adibiti al servizio di raccolta rifiuti.

Negli anni ’60 la struttura fu demolita per ampliare l’imbocco di Via di S.Maria La Noce.

Raffaele Capolino

VICOLETTO CAPO CASTELLO – FORMIA Uno dei vicoli abitati più stretti d’Italia

VICOLETTO CAPO CASTELLO – FORMIA
Uno dei vicoli abitati più stretti d’Italia

È un vicolo che separa quattro palazzi di quattro piani fuoriterra a Castellone, un borgo medievale della Città di Formia.

Capita spesso di leggere di vicoli più stretti d’italia , ma in realtà si tratta spesso di intercapedini fra due o più fabbricati privi di accessi ad abitazioni e senza finestre sui due lati.

Un vicolo urbano, per essere definito tale, deve essere non solo transitabile, ma deve contenere accessi ai palazzi laterali e, ovviamente, aperture di finestre e balconi nei piani superiori.

Nel nostro caso abbiamo un vicolo che ha quattro portoni d’ingresso per quattro palazzi , tre magazzini al piano terra, otto finestre sul lato est e undici finestre su lato ovest.
Una di queste finestre è addirittura un balconcino come si vede in una delle foto.
In questo vicolo abitano non meno di una decina di famiglie.
È facile vedervi donne che vi entrano con le borse della spesa.

I quattro portoni sono contrassegnati da numeri civici recentemente apposti in marmo di Coreno e affiancati a quelli in ceramica del periodo prebellico.

Il nostro vicolo, che è lungo ventidue metri e misura 82 cm di larghezza nel punto più stretto, è dotato di 14 scalini sull’ingresso nord.

Un vicolo che si trovi in altre parti d’Italia e che sia ancora più stretto di quello nostro, per avere il “primato di vicolo più stretto” deve possedere anche i requisiti abitativi citati in questo articolo.

A questo vicolo si è interessato anche Enzo Scipione che ha in progetto di pubblicizzarlo con affissione di cartelli e indicazioni per chi voglia visitarlo.

Raffaele Capolino

LA NOTTE DEL BORGO DI MOLA22 giugno 2022

LA NOTTE DEL BORGO DI MOLA
22 giugno 2022

Una notte organizzata, in occasione delle prossime festività in onore di S.Giovanni Battista co-patrono di Formia insieme a S. Erasmo , dall’Associazione:

     IL BORGO DI MOLA 

A partire dalle ore 20.00 , e per tutta la notte , in Via Tullia e in Via Abate Tosti :

  • Banchetti Gastronomici
  • Estemporanea di pittura
  • Artisti di strada
  • Mercati dell’artigianato
  • Live band
  • Visite al Castello di Mola

Per gli acquisti e partecipazizioni ad eventi sarà utilizzata una ” nuova moneta ” in plastica ricavata dal riutilizzo di vecchie reti usate dai nostri pescatori:

            "IL PAPIRO"

Il termine “papiro” non si riferisce solo al “granchio di mare” ma anche al modo in cui i pescatori di Mola , ancora oggi chiamano i soldi in frasi come queste:

“pe ccatta’ gli mazzancuoglie cvonno gli papiri “

“senz’ papiri nun s’accattan i pisci “

Così è nata la “nuova moneta” per gli acquisti della notte del 22 giugno prossimo.

Le operazioni di “cambio-moneta” avverranno preliminarmente tramite tre postazioni nelle suddette due strade di Formia.

Mi è stato riferito che, quella notte, un biglietto di “dieci euro” verrà convertito in tre ” papiri ” .

Raffaele Capolino

MERAVIGLIOSO DIPINTO ESEGUITO NEL 1848 DA FRIEDRICH HORNER (1800-1864)

MERAVIGLIOSO DIPINTO ESEGUITO NEL 1848 DA FRIEDRICH HORNER (1800-1864)

È ritratto a destra il Borgo di Castellone , ripreso dalla zona collinare di Cassio .
In primo piano al centro l’ingresso del “Cimitero di Cassio ” , toponimo trasformato in “Cascio” dalla popolazione locale, in basso a sinistra il complesso religioso di S.Teresa , in alto il nostro mare e il promontorio di Gaeta.

Il dipinto ci mostra una complessa struttura religiosa realizzata nella metà del diciottesimo secolo, con timpani laterali di cui solo uno oggi e’ visibile.

I disegni in miniature del nostro concittadino Pasquale Mattej, eseguiti nel 1847, confermano gli elementi costruttivi e architettonici ripresi dal pennello del pittore svizzero Friedrich Horner.

La struttura fu realizzata a partire dal 1735 grazie ad una prima donazione di 24.150 ducati da parte di un privato.
Successivamente vi furono altre donazioni , tra cui quella del Cav. Don Filippo Piccolomini, che servirono a completare la complessa opera destinata ad accogliere una Chiesa ed un Convento.

Fu così che venne realizzata una austera e simmetrica struttura sui due lati nord/sud con una distribuzione architettonica ben equilibrata sormontata da una meravigliosa e notevole cupola centrale che non poche città limitrofe ci invidiano.

L’imponente facciata principale , su “Piazza Guglielmo Marconi ” , è di una bellezza disarmante e di grande valore artistico.

L’intera struttura subì danni sia nel 1915 con il terremoto di Avezzano , sia nel 1943/44 con gli eventi bellici dell’ultima guerra mondiale.
Ciò che ha comportato restauri con sopraelevazioni , abbattimenti , scale interne e coperture in legno , che hanno stravolto non poco la linea architettonica iniziale.

Resta , comunque, un complesso di grande valore al centro tra i borghi di Castellone e Mola che , purtroppo, non abbiamo saputo conservare adeguatamente, considerate le disastrate condizioni in cui ancora si trova.

Siamo in molti a chiederci perché i lavori di consolidamento non abbiano mai visto la fine.

Si spera che qualcuno dei nostri amministratori abbia pensato di ricorrere ai finanziamenti europei del PNRR e che, soprattutto, riprendano i lavori di restauro.

Questo mio articolo è nato da questa bellissima immagine dei nostri luoghi , rintracciata nel web da Michele De Santis

Raffaele Capolino

GIOCHI ELETTRICI ALLA REAL VILLA CAPOSELE DI FORMIA

GIOCHI ELETTRICI ALLA REAL VILLA CAPOSELE DI FORMIA

Avvennero negli ultimi anni di vita di Ferdinando ll per opera di Giuliano Giordano, un Abate ex Gesuita , professore di ” Fisica Particolare “

Giuliano Giordano subentrò , nella Corte Borbonica di Ferdinando ll (1810 – 1859), al fisico Macedonio Melloni (1798 – 1854), un ricercatore su luce e calore che aveva realizzato, con lenti rifrangenti, una serie di fari lungo le coste del Regno delle Due Sicilie, ma che cadde in disgrazia per essere stato condannato all’esilio dal Regno delle Due Sicilie per un complotto politico.

Giuliano Giordano, approfittando del vuoto creato dall’esonero del Melloni ” …riuscì a poter andare a divertire Re Ferdinando ll e la moglie a Mola di Gaeta, con la luce elettrica, per modo da ottenere quel posto dell’Università cui mirava, di Aggiunto alla Cattedra di Fisica tenuta dal Professore Giardini, già da tempo in cattivo stato di salute, e quindi diventarne proprietario dopo breve tempo”
Non conosciamo quali precisi “giochi elettrici siano stati eseguiti in Villa Real Caposele ma sappiamo che fu con il Fisico Charles Du Fay che ” …nacque l’uso delle dimostrazioni pubbliche presso gli ambienti di corte. In tali dimostrazioni , l’elettrizzazione delle persone, le scintille, l’attrazione e repulsione tra getti d’acqua o tra bolle di sapone, l’impiego di macchine sempre più potenti erano i pezzi forti di ogni rappresentazione. Si studiavano anche gli effetti dell’elettricità sul corpo umano”.

In buona sostanza con rappresentazioni come quelle eseguite a Mola di Gaeta in Villa Real Caposele , gente come Benjamin Franklin, Charles Augustin de Coulomb e Charles du Fay , fecero si che la corrente elettrica potesse avere le sue prime applicazioni in campo pratico a partire dal 1879.

Un tassello di storia locale, nato da una ricerca eseguita in collaborazione con l’amico Michele De Santis.

Raffaele Capolino

ANTICA E INEDITA FOTO DI FORMIA

ANTICA E INEDITA FOTO DI FORMIA

Ci è stata inviata dai discendenti di Giuseppe D’Henry ( in primo piano in piedi nella foto) che è stato Sindaco di Formia dal 1920 al 1925.

Credo che la foto sia stata scattata dalla collina di S. Antonio , per essere ben visibili il Palazzo Grasso e il teatro-chalet in Villa Umberto l° .

Alcuni giorni fa, io e Daniele Iadicicco, abbiamo avuto l’occasione di accogliere al Castello di Mola i discendenti di Giuseppe D’Henry che fu Sindaco di Formia.

Dopo l’amministrazione ” D’Henry” ci fu un breve periodo di Commissariato Prefettizio fino al 1927 , anno in cui fu nominato Podestà di Formia: Felice Tonetti.

Raffaele Capolino

RITORNANO LE OPERE DI ANTONIO SICUREZZA NELLA CAPPELLA DI S.ANTONIO NELLA CHIESA DELL’ANNUNZIATA A MARANOLA

RITORNANO LE OPERE DI ANTONIO SICUREZZA NELLA CAPPELLA DI S.ANTONIO NELLA CHIESA DELL’ANNUNZIATA A MARANOLA

È il risultato di un intervento della restauratrice Maria Grazia Bottoni che, nella serata del 1 giugno scorso, ha illustrato in tutti i particolari, il suo lavoro sulle preziose pitture murali.

Il caso ha voluto che in questa Cappella siano ora visibili sia il ciclo di S.Antonio eseguito da Antonio Sicurezza(1905 – 1979) pittore formiano, sia il ciclo di S.Francesco curato dal pittore romano Mario Barberis (1893 – 1960)

La ” nuvola degli angioletti “, eseguita dal pittore Antonio Sicurezza , è tornata ad impreziosire la Cappella di S.Antonio a Maranola di Formia.

Tutto è stato realizzato perché fortemente voluto dal Parroco di Maranola – Don Gennaro Petruccelli – che ha ricordato, in proposito, le attività e le donazioni di molti maranolesi citando in particolare : Mario Minutillo e Mario Riccardelli.

Raffaele Capolino