UNA VILLA ROMANA A FORMIA NEI PRESSI DELL’ATTUALE MOLO VESPUCCI

UNA VILLA ROMANA A FORMIA NEI PRESSI DELL’ATTUALE MOLO VESPUCCI
Una Domus Marittima nascosta da recenti costruzioni.

Potrebbe trattarsi dei resti del “Balneum” (appendice marittima) della villa appartenuta ai ” Cocceio Nerva ” situata in zona “Bar Tirreno – Ufficio postale” dove, negli anni ’20 del secolo scorso, fu rinvenuta la piscina natatoria con le due “Nereidi su pistrici” conservate al Museo archeologico di Napoli e l’architrave in marmo di Marco Cocceio Nerva recentemente restaurato.

Altra ipotesi è un ampliamento successivo del predetto ” balneum ” trasformato in una Villa Marittima con strutture abitative autonome.

Sarebbe interessante conoscere cosa oggi è rimasto di quanto meravigliosamente descritto e sapere qualcosa anche su una sua possibile pubblica fruibilità .

Il testo che segue è la parte più interessante di un particolareggiato articolo pubblicato il 5 dicembre 2012 su Forum News da un autore dotato di uno stile appropriato e in possesso di ottime cognizioni storico-archeologiche

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” Grande complesso della tarda età Repubblicana situato a Formia tra via Colombo e via dell’Unità d’Italia, nei pressi del muro di Nerva. Mi chiederete: “ma in quel punto non c’è nulla, c’è solo una rotonda e la Guardia Costiera, dov’è questo sito?” Ebbene esso è collocato esattamente al di sotto dell’edificio della Guardia Costiera, della strada e forse anche sotto la rotonda! Chi ha qualche anno in più ricorderà l’ex Hotel Ariston…
Nella suddetta zona, nei primi anni Novanta, durante i lavori per una nuova costruzione, furono trovate ingenti strutture romane databili al I sec. a.C. ed un lastricato pertinente ad una strada o ad uno slargo. C’è da dire che lo scavo per la costruzione di una piscina nel 1967 aveva già cancellato vastissima parte degli ambienti del complesso. Ad ogni modo è possibile suddividere la compagine architettonica in due fasi costruttive principali: la prima si compone di murature in opera incerta, di pavimenti in signino (materiale impermeabile) decorati con motivi geometrici e di una poco leggibile decorazione parietale. La seconda fase è collegabile ad un’opera di rifacimento che interessò gran parte della struttura in età augustea e riguarda la muratura in opera reticolata, il pavimento in opus sectile e decorazioni sulle pareti e sul soffitto. La suddivisione e le caratteristiche architettoniche degli ambienti fa presupporre che si tratti di una vasta domus con l’ingresso principale da monte, cioè dal lato dell’attuale strada litoranea, dalla quale si diramavano diversi diverticoli che permettevano l’accesso alle diverse residenze. A questo proposito è importante ricordare che nella primavera del 2008 sono stati ritrovati resti di basolato stradale parallelo al mare tra il limite di confine comunale e la spiaggia di Vindicio. È possibile ipotizzare si tratti di una vasta e ricca villa marittima dell’età tardo-repubblicana che ebbe continuità fino alla prima età imperiale. Non bisogna dimenticare che Formia, insieme a Baia e Pozzuoli, costituiva la meta che i patrizi romani sceglievano per trascorrere le loro oziose e rilassanti vacanze. Le diverse tipologie di mosaici, di decorazioni e la stratigrafia dei piani pavimentali ci spinge ad immaginare quante cose ancora abbia da raccontarci la villa e soprattutto a sperare in nuove campagne di scavo “
Tratto da Forum News
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Raffaele Capolino

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