LE TORRI GEMELLE DI FORMIA

LE TORRI GEMELLE DI FORMIA

Alte 60 metri e progettate nel 1973 per essere posizionate al centro di Formia , così come appaiono nelle foto, odierne e del passato, modificate con fotomontaggio da Fausto Forcina.

Siamo nei primi anni ’70 del secolo scorso e l’edificio comunale di Formia, che aveva già subito danni nel 1915 dal terremoto di Avezzano ed ulteriori danni nell’ultimo evento bellico, mostrava evidenti segni di decadimento misti a seri problemi di natura statica.
A causa di predetto stato di dissesto , si arrivò , verso la fine degli anni ’60 dello scorso secolo, finanche a costruire uno sperone di una decina di metri per sostenere lo spigolo sud-est dell’edificio comunale tra Via Vitruvio e Via Carmelitani.

La proposta dell’architetto Rossi fu quella di costruire un fabbricato a forma di ” L ” a fianco all’ufficio postale locale , che sarebbe costato circa cinque miliardi delle vecchie lire.
Ma il progetto non rese soddisfatto il sindaco del momento e non fu preso in considerazione.

Fu dato credito, invece, ad un ardito ed estemporaneo progetto voluto dal Sindaco Antonio Ferrone e predisposto dal Geom. Giuseppe Marciano.

Il progetto prevedeva l’abbattimento totale del vecchio edificio del 1700 e della confinante Chiesa di S.Teresa , per realizzare una struttura di due Torri gemelle di venti piani fuori terra per un’altezza complessiva di 60 metri.
Nei piani interrati erano previsti ampi parcheggi per autovetture.

I primi dieci piani a vista sarebbero stati utilizzati non solo dagli uffici comunali , ma a che dai seguenti uffici pubblici di Formia:
1 – Ufficio distr. Imposte Dirette
2 – Ufficio del Registro
3 – Comando Carabinieri
4 – Comando Guardia di Finanza
5 – Commissariato P.S.
6 – Pretura di Formia
7 – Ispettorato Scolastico Formia
8 – Direzione Didattica 1′ Circolo
9 – Direzione Didattica 2′ Circolo F
10- Ministero P.l. e Biblioteche

La parte superiore , di altri dieci piani , era destinata invece ad abitazioni civili con la realizzazione in totale di sessanta appartamenti da concedere in fitto a privati.

In data 21 luglio del 1973 , il Sindaco di Formia chiese a tutti gli enti sopraelencati di comunicare le loro esigenze riguardanti ” la superficie e lo spazio occorrente con l’indicazione dei vani necessari “.
Tutti gli enti risposero prontamente dimostrando forte interesse all’iniziativa proposta dal Comune di Formia che sarebbe rimasto proprietario di tutta la struttura.

Il Comune avrebbe potuto contare, in questo modo, su una rendita annua complessiva di lire 412.800.000 , che sarebbe stata più che sufficiente per il pagamento delle rate di ammortamento di un mutuo decennale di lire 2.500.000.00 da richiedere ad un istituto di credito.

Un computo metrico prevedeva , infatti , il costo di due miliardi e mezzo di vecchie lire per la demolizione del fatiscente fabbricato e la costruzione della nuova struttura.
Nel progetto è precisato che sarebbero state realizzate opere edilizie per 50.000 mc al costo di lire 50.000 a mc.

La nuova Chiesa di S.Teresa sarebbe stata posizionata con uguale superficie e cubatura a nord-est all’angolo di Via Lavanga con Via dei Carmelitani.

Il progetto non ebbe prosieguo forse per non aver pensato, nella euforia del momento, ad un prevedibile parere negativo della Soprintendenza ai beni storici ed archeologici, sull’abbattimento di una storica struttura settecentesca nata come Monastero con annessa Chiesa di S.Teresa.
Le legittimazioni di proprietà di questa struttura ancora oggi non sono chiare per un gran numero di atti di donazioni e trasferimenti avvenuti in questi ultimi tre secoli.
Per un periodo di circa 10 anni fu anche nella disponibilità del Re delle due Sicilie Ferdinando ll che la utilizzo’ come caserma militare.

Abbandonato anche il progetto delle due torri gemelle, si cercò di riparare , alla meglio , la vecchia e fatiscente costruzione e al rifacimento di una parte del terzo piano lato sud-est con una struttura più leggera in legno ed acciaio, realizzando così un grande ambiente che oggi è utilizzato come Sala del Consiglio Comunale di Formia denominata ” Sala Ribaud”.

Fu così che cessò il sogno dell’Avv. Antonio Ferrone Sindaco di Formia, che nell’emulare le torri gemelle di Manhattan inaugurate nello stesso periodo storico, si sarà certamente ispirato anche ad un’altra città-stato , a pochi chilometri dal casello di frontiera di Ventimiglia , che ha situazioni geografiche e morfologiche molto simili a quelle della città di Formia.
Credo che Antonio Ferrone, sindaco dal 1970 al 1975, coadiuvato dal progettista Geom. Giuseppe Marciano , abbia cercato di imporre un secondo tassello (dopo il Palazzo Mancinelli di undici piani) al fine di dare un impronta più moderna alla parte centrale della città di Formia.

Chissà quanti di voi, dopo aver letto questa storia, saranno contenti che le cose siano andate così e chissa’ quanti altri la pensano , invece, diversamente !!!

I documenti oggetto di questo post sono all’Archivio Storico di Formia “Franco Miele “

Raffaele Capolino

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