L’ISCRIZIONE RIGUARDANTE UN PROCURATORE IMPERIALE CHE OPERÒ A FORMIAE

L’ISCRIZIONE RIGUARDANTE UN PROCURATORE IMPERIALE CHE OPERÒ A FORMIAE.
Trovata e conservata a Roma

Si tratta di una epigrafe funeraria , dell’età Giulio-Claudia , dedicata da Cornelia Bellica a suo marito Tiberio Claudio Speclator, un liberto nominato procuratore di una massa imperiale detta Laurento nei pressi di ” Formis , Fundis e Caietae “
Molto probabilmente, questo personaggio aveva già gestito il patrimonio privato di Augusto che aveva beni a Formia , Fondi e Gaeta.
Patrimonio che , alla morte di Augusto, passò a Tiberio.

E’ probabile che il soprannome SPECLATOR nacque dalla capacità di un servo a far crescere il “peculium”, una somma di danaro affidatagli dal dominus che ne rimaneva però sempre proprietario.
Era, in pratica, un sistema di selezione e di gara tra la servitù per scegliere e affrancare i servi più intraprendenti .
Penso che siano state queste situazioni a far nascere il termine moderno “speculatore”.

I romani avevano capito che i liberti avevano nel loro DNA capacità non sempre riscontrabili in figli di nobili facoltosi.

In effetti nella zona di Vindicio-Pontone , come ci viene riferito da scritti di P.Corbo e M.Liberace, esisteva una “massa Laurentiana” che, dopo la caduta dell’impero romano, divenne parte del patrimonio della Chiesa Formiana.

Al tempo dei romani, come riferisce l’epigrafe oggetto di questo articolo, la proprietà imperiale di Laurento ospitava un ” Vivarium di elefanti” destinati, forse, a spettacoli gladiatori di anfiteatri più vicini come quelli di Fondi, Formia e Minturno.

Giovenale ( XII , 102-107) , cita due altri liberti “Speclatores” : Posides e Creticus.
Quest’ultimo, come riferisce lo stesso Giovenale (50-127 d. C.), fu un architetto che operò e costruì diverse ville sulla costa di Formia .

L’iscrizione censita: CIL VI 8583 ILS 1578, fu rinvenuta , diversi anni fa, al centro di Roma in Via Santa Maria e sembra sia conservata nella Galleria delle iscrizioni dei Musei Vaticani.

Il patrimonio immobiliare imperiale si incrementava sempre più sia per i lasciti testamentari in favore degli imperatori, sia per i trasferimenti successori tra gli stessi imperatori .

Per questo si ricorreva alle capacità amministrative di procuratori liberti come Tiberio Claudio Speclator, uno schiavo reso libero da qualcuno della Gens Claudia , forse addirittura dall’imperatore Tiberio.

A Formiae abbiamo avuto otto casi di Procuratori Imperiali comprovati da epigrafi.

Raffaele Capolino

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