ANCHE IN UN ARCHIVIO STORICO È POSSIBILE RILEVARE ERRORI, ASSURDITÀ ED INESATTEZZE

ANCHE IN UN ARCHIVIO STORICO È POSSIBILE RILEVARE ERRORI, ASSURDITÀ ED INESATTEZZE

La prima foto di una cartella vorrebbe dirci che nel 1866 era  ancora in vita  il “Comune di Mola e Castellone” che , come è noto,  cessò di esistere  il 13 marzo del 1862  con la rinascita del  “Comune di Formia”

Le altre foto ci riferiscono un disguido incredibile per quanto comunicato ad un Ministero del Regno d’Italia .
Sintetizzo quanto accaduto circa 130 anni fa.
Il Ministro della Istruzione,  Pasquale Villari, in data 27 marzo 1892   chiese informazioni su un’epigrafe romana di epoca repubblicana che stava e sta tuttora all’interno della Torre di Castellone al piano terra, dimostrando di avere cognizione del suo contenuto.
Questa epigrafe afferma, infatti,  che tre “magistrati edili” : Staccius , Paccius e Cemoleius autorizzarono la costruzione di più porte nella ” Civitas Formiae”.

Il nostro sindaco di allora , Mario Nucci , rispose prontamente il 4 aprile 1892, inviando i testi di due iscrizioni del 1564 e 1856 non riguardanti però  la Torre di Castellone , bensì  la Torre Spagnola dell’orologio che nulla aveva a che fare con la richiesta del ministro.

In buona sostanza il Ministro della Istruzione , da Roma, aveva avuto notizie di un’antica epigrafe romana del nostro territorio, mentre il Sindaco di Formia ne ignorava la presenza e il contenuto.

Sono situazioni che possono riscontrarsi in un archivio storico , come in questi due casi che ci hanno dato, comunque,  occasione di parlare di eventi e  documenti  di storia della nostra città.

Raffaele Capolino

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