UN DISGUIDO POSTALE CHE FECE INCAVOLARE MARCO TULLIO CICERONE NELLA SUA VILLA DI FORMIA

UN DISGUIDO POSTALE CHE FECE INCAVOLARE MARCO TULLIO CICERONE NELLA SUA VILLA DI FORMIA

Così scrisse Cicerone il 24 aprile del 59 a.C. al suo amico Attico dalla sua villa di Formia.

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” Che azione volgare ! Nessuno ti ha recapitato la missiva che da Tre Taverne ti avevo scritto immediatamente in risposta alle tue graditissime lettere ! Ma mi preme che tu sappia che il plico nel quale l’avevo inserita è stato portato , lo stesso giorno in cui l’ho consegnato, a casa mia a Roma e di lì mi è stato fatto ritornare nella mia villa di Formia.

Pertanto ho dato ordine che ti sia di nuovo recapitata la missiva a te diretta ……………………….”

In buona sostanza è successo questo:

Il 19 aprile del 59 a.C., mentre era in viaggio da Roma a Formia , da Tre Taverne Cicerone scrisse una lettera indirizzata ad Attico e la consegno’ al vettore perché la facesse recapitare al destinatario che in quel momento si trovava a Roma .

Accadde invece che , nella stessa giornata del 19 aprile il plico fu recapitato per disguido alla dimora romana di Cicerone e da Roma, sempre per errore, fu poi prontamente fatta pervenire a Cicerone nella sua Villa di Formia.

In pratica la lettera non fu recapitata al destinatario bensì allo stesso Cicerone che ne era invece il mittente.

Il 24 di aprile Cicerone informò Attico del disguido , assicurandolo che da Formia aveva dato ulteriore ordine al vettore di recapitarla alla dimora romana di Attico.

Quello che fa meraviglia è che duemila e più anni fa, in un solo giorno un plico da Tre Taverne , arrivò a Roma e da Roma fu poi fatto recapitare velocemente a Formia.

La posta di quei tempi, pur se incappava in qualche disguido come in questo caso, aveva una rapidità di consegna che neppure oggi noi abbiamo. !!!

Mi viene , comunque , da pensare che Cicerone , molto probabilmente, abbia indicato erroneamente come destinatario se stesso e ad Attico non ha voluto dire la verità, incolpando i vettori !!!!!!
Chissà che le cose non siano andate proprio in questo modo !!!!

È proprio il caso di dire:

Errare humanum est !!!!
Vale anche per Marco Tullio Cicerone !!!

A me è piaciuto tantissimo leggere, scrivere e analizzare questo curioso episodio capitato a Cicerone mentre dimorava nel suo Formianum, da lui descritto nella epistola ll, 13.

In questa stessa lettera scrive:

” Se vieni a fare una capatina in questa nostra Telepilo dei Lestrigoni , intendo dire Formia, vedrai come mormora la gente! Quanta ira sconvolge le menti!
Come è odiato il nostro amico Magno!
Il suo soprannome va perdendo lo smalto!”

Ovviamente in queste ultime battute , Cicerone si riferisce a Pompeo Magno che aveva una villa a Formia.

Raffaele Capolino

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