ANTICHI MESTIERI DEI NOSTRI ANTENATI DI CASTELLONE E MOLA NEL 1700

ANTICHI MESTIERI DEI NOSTRI ANTENATI DI CASTELLONE E MOLA NEL 1700

Mi limiterò ai mestieri scomparsi , a quelli che ho ritenuto più curiosi e a quelli con termini diversi da come li chiamiamo oggi

BASTASE O VASTASO , colui che trasportava merci per conto terzi con la sola forza delle braccia. Il facchino di oggi.

BUZZAROLO , era il bottaro ( dal latino buttis) e lo scavatore di fosse (da butta)

CAPRARO , era chi possedeva bestie . Ad esempio Giovanni Nardella possedeva tre bovi aratori, due bestie sumarine, cento pecore da corpo e quattrocento capre da corpo.

MACCARONARO, chi lavorava nel settore della pasta sia come produttore, sia come venditore ambulante.

CHIANCHIERE , era colui che ” macellava le bestie e le vendeva nella sua bottega “.

CACCAVARO , era colui che lavorava l’argilla per ricavarne mattoni, tegole di copertura o vari tipi di pentole di terracotta dette ” caccavelle”, un termine in uso ancora oggi a Formia. Gennaro Martone , di Mola era un caccavaro

FERRARI , erano cosi chiamati coloro che lavoravano il ferro . I fabbri di oggi.

OROLOGISTA, l’addetto alla manutenzione di un orologio pubblico

SARTORI , così erano chiamati i sarti

TAVERNARI , gli osti odierni

VATICALI detti anche VARDARI , coloro che trasportavano merci per conto terzi con asino, mula o cavallo

VETTURALI , chi trasportava merci per altri, con carretto trainato da quadrupede

” VIVE DEL SUO ” era l’espressione usata per chi viveva di espedienti .Ad esempio tal Erasmo Martone viveva di “incantesimi e opere magiche “.
Questa espressione, però, poteva essere usata anche per chi viveva con mezzi propri. Queste persone saranno poi chiamate :Capitalisti o Possidenti.

Nel settore della pesca:

BARCELLARI , erano i pescatori proprietari di piccole imbarcazioni

CALAFATI , erano gli addetti alla impermeabilizzazione ( calafatura) delle imbarcazioni.

LAVORANTI FUNARI , gli addetti alla costruzione e alle riparazioni delle corde

FALEGNAMI DI MARE , erano i ” mastri d’ascia ” che si imbarcavano e che in qualsiasi momento e in qualunque condizione dovevano costruire o riparare imbarcazioni .

Le imbarcazioni più comuni erano le “TARTANE” bastimento da carico con albero , calcese e vela latina, e le ” FELUCHE” imbarcazioni veliere piccole e veloci.

La ” TASSA DI BONATENENZA ” era la tassa patrimoniale sui beni posseduti.

Le famiglie più agiate di Mola erano i Filosa, i Di Stefano, i Matassa , i Gianandrea , i Tosti .

A Castellone i Recco, i Forcina, i Pecorino, i Marciano.

Le notizie sono state prese dal Catasto Onciario di Mola elaborato da Antonio Cesarale e Carlo Magliozzi, nonché da una tesi di laurea della nostra concittadina Pompea Carnara che nel 1975 ne dono’ una copia a G. Bove per cui fa ora parte del Fondo Bove presso l’Archivio Storico del Comune di Formia.

Un accesso all’Archivio Storico di Formia e una consultazione online del Catasto Onciario di Mola hanno consentito di apporre un altro piccolo tassello alla nostra storia di Formia.

Raffaele Capolino

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