LA DIVA PAULINA E L’IMPERATORE MASSIMINO IL TRACE IN UNA BASE ONORARIA DI FORMIA

LA DIVA PAULINA E L’IMPERATORE MASSIMINO IL TRACE IN UNA BASE ONORARIA DI FORMIA

La base onoraria in Piazza della Vittoria sotto il Palazzo Comunale risulta abrasa e solo all’ultimo rigo e’ possibile leggere la scritta :

           FORMIANI PUBLICE 

Eppure, da alcune lettere appena visibili, esperti epigrafisti hanno potuto leggere quanto appare nella foto n. 6

Si tratta di una dedica del popolo Formiano alla Diva Cecilia Paulina Pia Augusta , moglie di Massimino il Trace ( 173 – 238 ) che fu imperatore di Roma dal 235 al 238. d.C. subentrato ad Alessandro Severo .

In una nota tratta dagli Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei rinvenuta tra i documenti del Fondo Bove presso l’Archivio Storico di Formia, Umberto Cozzoli scrive :

” Non è da escludere che Paulina , come è riferito da Ammiano, abbia effettivamente esercitato un’azione moderatrice , e il fatto che le tre dediche finora note , di Atina, di Formiae e di Paestum, provengano da una zona geograficamente ben circoscritta, fa pensare che in questa parte d’Italia si avesse qualche motivo di gratitudine nei confronti dell’imperatrice “

In buona sostanza, questa dedica del popolo Formiano a Paulina ha importanza storica per smentire le accuse di una presunta attività persecutoria del marito Imperatore Massimino contro i Cristiani.

Erodiano riporta che Massimino spogliò i templi degli dei pagani e non parla mai di persecuzioni contro i cristiani.

Alcuni storici antichi riportano anche che Paulina fu uccisa dall’ imperatore ma come dice Umberto Cozzoli :

” il testo Formiano fa cadere tali ipotesi , mostrando che ella , essendo ricordata come diva , fu consacrata quando Massimino era ancora in vita , riconosciuto quale imperatore, e il suo nome , come quelli del marito e del figlio, fu colpito dalla abolitio memoriae. “

Particolare curioso è anche che Massimino il Trace, alto cm. 241 come ricorda Erodiano nella sua Historia Augusta , è passato alla storia per essere stato il più alto degli imperatori romani .

Fu pastore di greggi e poi soldato sotto Settimio Severo. Per le sue doti di lottatore, fu scelto come guardia del corpo Imperiale fino a succedere ad Alessandro Severo.
Quest’ultimo fu assassinato nel 235 a seguito di congiura organizzata dallo stesso Massimino.

Altro particolare è che Massimino non mise mai piedi a Roma e fu assassinato, per questioni militari, il 10 maggio 238 dai suoi legionari presso Aquileia , insieme a suo figlio Gaio Giulio Vero Massimo. Durò tre anni il regno del ciclope arrivato dalla Tracia che dette i natali anche al gladiatore ribelle Spartaco.
Fu uno degli uomini più alti della storia umana.

Il reperto Formiano misura cm. 116 , larghezza cm. 71 , spessore cm. 58 ed è quasi all’ingresso del Palazzo comunale.

La lettura dell’iscrizione , per quanto non agevole , è indubbia . Si tratta , come già detto, di una dedica da parte della città di Formia a una Diva Paulina , ricordata quale moglie dell’imperatore Massimino il Trace e madre di Giulio Vero Massimo, tutti e tre menzionati nell’iscrizione .

Credo che pochi sapessero quanto sopra scritto , contenuto in un marmo apparentemente ” muto ” , di cui non si sa, purtroppo, né il luogo né la data del rinvenimento.

Raffaele Capolino

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