REPERTI TROVATI NEL 1890 A FORMIA MENTRE VENIVA COSTRUITO QUESTO PALAZZO DAI F. LLI PAONE IN VIA TULLIA.

REPERTI TROVATI NEL 1890 A FORMIA MENTRE VENIVA COSTRUITO QUESTO PALAZZO DAI F. LLI PAONE IN VIA TULLIA.

Come risulta dagli Atti della Real Accademia dei Lincei, nel 1890 furono trovati a Formia diversi reperti di epoca romana, di cui alcuni molto interessanti.

Il palazzo citato negli atti è quello in foto, riconosciuto da tutti come Palazzo dei F.lli Paone ora in Via Rubino ( già Via Tullia, già Via Appia Antica ) documentato, tra l’altro, dal “fermaportone” datato 1892. ( vedi foto)

Sicuramente i pezzi più importanti rinvenuti sono quelli di cui ai n.3 – 4 – 5 – 6 :

  • Capitelli corinzio
  • Testa muliebre di pietra calcarea
  • Busto di statua virile
  • Frammento epigrafico :…… VERO COS II …..

Il frammento non può che riferirsi a Lucio Vero che fu Console di Roma per due volte( nel 154 e 161) e co-imperatore di Roma con Marco Aurelio dal 161 al 169 d. C.

Lucio Vero e Marco Aurelio, pur di padri diversi, furono adottati dall’imperatore Antonino Pio su raccomandazione dell’imperatore Adriano.

Alla morte di Antonino Pio i due fratelli adottivi subentrarono come co-imperatori.
Fu il primo caso di due imperatori con eguali poteri a governare l’impero romano.

Il nome completo di Lucio Vero era : Lucio Celonio Commodo Vero.

Quando Lucio Vero morì, l’impero rimase nelle mani di Marco Aurelio che, avendo avuto quattordici figli da Faustina Minore, interruppe il ciclo degli imperatori “adottivi” iniziato con Nerva – Traiano – Adriano – Antonino Pio – Lucio Vero/Marco Aurelio.
Alla morte di quest’ultimo subentrò suo figlio Commodo che passo’ alla storia come imperatore che subì la ” damnatio memoriae”.

Questa è la relazione ufficiale dei ritrovamenti:

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ATTI DELLA REAL ACCADEMIA DEI LINCEI – 1890

“Resti, di edificio di età imperiale scoperti presso la via Tullia.
Eseguendosi alcuni scavi dai sigg. fratelli Paone per le fondamenta di una nuova casa nel giardino di loro proprietà presso la via Tullia, sono avvenute le seguenti scoperte.

A circa m. 3 di profondità, cominciarono a rinvenirsi, tra rottami di vecchia fabbrica, tratti di antiche mura, archi e pilastri in mattoni : e seguitando a scavarsi, a m. 6 si scoprì un pavimento parte a mosaico e parte a lastre marmoree. Tra i rottami si rinvenne:
1 – Vari pezzi di colonne di cipollino liscie, di varie lunghezze ma tutti di m. 0,50 di diametro.
2 – Quattro assi di colonne di marmo bianco, finamente lavorate; due sono di ordine corinzio .
3 – Un capitello corinzio.
4 – Testa muliebre di pietra calcare, con ricca capigliatura scendente sul collo.
5 – Busto di statua virile mutilato, di finissimo marmo statuario e di buon lavoro.
6 – Frammento epigrafico su lastra di marmo, ove si legge : VERO Cos Il
7 – Piccolo capitello corinzio, semplice.
8 – Vari tubi di piombo, del diam. di m. 0,05 circa.”

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Solo i reperti di cui ai n. 1 – 2 – 3, fanno parte del nostro attuale patrimonio archeologico.

Raffaele Capolino

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