UN “OLIO SU TELA” DI ANTONIO SCOTTO “Sant’Anna insegna alla Vergine a leggere”

UN “OLIO SU TELA” DI ANTONIO SCOTTO
“Sant’Anna insegna alla Vergine a leggere”

L’artista ha voluto dipingere S. Anna con la sua figliola Maria che diventerà la madre di Gesù e due angioletti con le ali.
In alto la Chiesa di S. Anna e il palazzo dei Valeriano

Una realizzazione pittorica, ammirata, a suo tempo, dal Vescovo Fabio Bernardo D’Onorio e che ha una curiosa storia.

Donata, una decina di anni fa dal pittore, senza alcuna formalità burocratica, per essere esposta nella Chiesetta di Piazza S. Anna a Castellone , fu invece per anni posta in un vano secondario della stessa Chiesa, dove venivano riposti secchi, scope e quant’altro.

Fu per suddetto motivo che il Prof. Antonio Scotto ne richiese la restituzione, avvenuta dopo preventivo rilascio di una sua apposita dichiarazione.

In effetti, Antonio Scotto ha voluto riprodurre un’opera del ‘600 del Murillo ( Bartolome’ Esteban 1617-1682) conservata al Museo del Prado di Madrid ( ultima foto) con le stesse posture dei quattro personaggi, ma con volti dei nostri tempi e con i luoghi del nostro borgo storico di Castellone.

In particolare, il nostro concittadino ha voluto dare un volto giovanile a S. Anna che di solito è rappresentata in età avanzata.

Una tela, con misure cm 60 x 80, che trovo bellissima e che ripropone i luoghi della mia infanzia e gioventù.

La Chiesa di S. Anna a Castellone di Formia, il palazzo di “Quaquitt”, la Cantina di Quintino, i locali dove era ” La vecchia Locanda” gestita dalla mitica Regina Bartolomeo.
Luoghi che si trovano tutti sopra il Cisternone Romano del l° sec. a. C.

Ma c’è un altro particolare che mi riempie di gioia e che ho fatto notare recentemente al pittore mio compagno d’infanzia e di scuola.

Le immagini sacre in primo piano risultano posizionate sui gradoni esterni che sono all’ingresso del palazzo dove io sono nato e di cui sono tuttora uno dei proprietari.

In pratica è il palazzo al n. 27 di Via della Torre, a tre metri dall’ingresso del Cisternone Romano.

La penultima foto , con la stessa inquadratura dei luoghi, evidenzia e comprova egregiamente quanto sopra da me scritto.

Ricordo che Antonio Scotto, in passato, è stato anche autore di copie di due opere del Caravaggio, attualmente esposte nel salone delle Suore Pallottine di Via Lavanga, anch’esse oggetto di un mio articolo di qualche anno fa.

Non mi resta che ringraziare affettuosamente chi è capace di produrre e riprodurre dipinti di sublime bellezza.

Raffaele Capolino

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