GLI ARCHITETTI CONTEMPORANEI DI CICERONE E VITRUVIO

GLI ARCHITETTI CONTEMPORANEI DI CICERONE E VITRUVIO

Marco Tullio Cicerone aveva numerose ville oltre la sua dimora al Palatino, per cui aveva bisogno di ricorrere alle prestazioni di architetti.

Alcune volte i rapporti di Cicerone con gli architetti non sono stati per nulla idilliaci.

Vediamo chi sono stati gli architetti che sono venuti in contatto con Cicerone che li ha utilizzati per le sue ville e, qualche volta, anche per le residenze di suo fratello Quinto.

– CIRUS VETTIUS
Architetto che era stato un liberto di Clodio. Lavorò per Cicerone al Tuscolo. È l’architetto che non si scompose sulla obiezione di Cicerone sulle finestre da lui ritenute troppo piccole.
Dimostrò all’oratore che la misura delle finestre era venuta fuori da un calcolo complicato considerando tanti fattori: esposizione, umidità altitudine, spessore delle mura perimetrali, volumetria dei locali ed altro.
Al che il battagliero oratore non poté che stare zitto. Quando Cirus morì nel 57 a. C., nominò suoi eredi Clodio e Cicerone.

– CRISIPPO VETTIUS
Liberto di Cirus Vettius, fu architetto di Giulio Cesare e fu utilizzato in diverse ville di Cicerone. In un solo caso l’oratore ebbe a lamentarsi con Attico per lavori non fatti bene da Crisippo.

– ERMODORO
Architetto nominato da Cicerone nel “De Oratore”. Definito eccellente nel costruire moli a mare.

– M. VITRUVIO POLLIONE
Cicerone non parla di Vitruvio. È quest’ultimo che parla invece di Cicerone quando tratteggia la figura dell’Artifex

– NUMISIUS o NUMIDIUS
È citato da Vitruvio nel suo trattato. È ritenuto il progettista e costruttore dell’anfiteatro di Ercolano (CIL X 1443)

– C. POSTUMIUS POLLIO
Secondo Pierre Gros, edificò due Templi dedicati a ” Roma e Augusto” , uno a Terracina ( CIL X 6339) e l’altro a Formia ( CILX6126)

-DIPHILOS
Con questo architetto Cicerone ebbe uno scontro pesante.
In un sopralluogo su una villa del fratello Quinto, rilevo’ che le colonne di un porticato non erano allineate, per cui ne ordinò l’immediata demolizione informando con lettera il fratello.
Diphilos è citato anche da Vitruvio con apprezzamenti.

-CLUAZIO
È l’architetto che molto probabilmente lavorò a Formia per costruire il Sepolcro di Tulliola con un preventivo di spese pari a 10 talenti, circa 240.000 sesterzi.
La legge Suntuaria, firmata da Cesare, prevedeva una tassa pari al costo dell’opera funebre, per cui il costo totale del sepolcro di Tulliola sarebbe stato di 480.000 sesterzi.
Ma Cicerone, dichiarando di costruire un Sacellum e non un Sepolcro, riuscì ad aggirare la legge fiscale introdotta da Cesare.

Ce ne saranno stati altri di architetti contemporanei di Cicerone e di Vitruvio, ma questi sono, per il momento, quelli che ho finora individuato nella lettere dell’oratore e nel trattato Vitruviano.

Questi due personaggi hanno avuto un fortissimo legame con il territorio del Formianum.

Raffaele Capolino

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