CONTRADA SPIAGGIA A MOLA

CONTRADA SPIAGGIA A MOLA

Un angolo di Formia dove il mare arrivava sia sotto palazzi appartenuti a personaggi importanti sia sull’uscio di case di umili pescatori.

Quanti eventi hanno contribuito a modificare luoghi che hanno stimolato per tanti secoli l’ingegno di tantissimi pittori e fotografi estasiati dalle originarie bellezze naturali !!!!!!!!!

La strada che affiancava la spiaggia non era una strada qualunque , si trattava dell’Appia voluta da Appio Claudio nel 312 a.C. è fu, fin dall’inizio , l’unico punto in cui lambiva il mare in tutto il suo percorso da Roma a Brindisi.

Una prima modifica fu apportata da Domenico Paone che, verso la fine del 19′ secolo , con l’opera di Annibale Grasso, ampliò a sue spese la strada con un muraglione a mare per contrastare i marosi e con la realizzazione di una meravigliosa esedra.
Nacque così il toponimo “Largo Paone” ancora oggi usato.

La costruzione del primo tratto della Via Vitruvio , dalla Spiaggia a Piazza della Vittoria, rese necessario lo spostamento della Fontana delle cinque cannelle che era posizionata sul lato opposto con spalle rivolte a mare.
Fu uno spostamento obbligato che permise alla Fontana di sistemarsi prossima alla Colonna della Libertà , un simbolo creato dai Francesi nel 1799.
Stava a significare un primo segnale di libertà e di ritorno graduale ad occupare il ruolo importante venuto meno con la caduta di Roma.

La distruzione della Porta dell’orologio, negli anni ’30 dello scorso secolo, fu un grande errore del Podestà Felice Tonetti.

Non fu neppure felice l’idea della costruzione del Palazzo Mancinelli negli anni ’60 , in contrasto con fabbricati storici di più modesta altezza.

Altra sciagurata decisione , sempre nel primo dopoguerra , fu l’imbonimento che fece scomparire la ” baia di mola ” sostituita da un ignobile piazzale diventato poi un squallido parcheggio per autovetture.
Sul lato occidentale di predetta baia , uno spiazzo a mare, realizzato nei primi anni del dopoguerra , aveva già inglobato e coperto un impianto romano per allevamento pesci e resti di antichi moli.

Poi arrivò la Nuova Flacca come completamento di una ” scultura naturale ” iniziata dal Buon Dio, ma proseguita da ” improvvisati e maldestri ” amministratori locali .

Due erano i palazzi importanti della Contrada Spiaggia , il Palazzo del Barone Simone Mattej , padre di Pasquale Mattej , che vi invito’ a pernottare il Re di Napoli Ferdinando IV nel 1815 e in altre occasioni.

Predetto palazzo fu distrutto nell’ultimo evento bellico e costruito più arretrato e con aspetto non certo paragonabile alla precedente residenza baronale

L’altro Palazzo importante è quello ancor esistente dei Nofi, imparentati con la famiglia Tosti , che come scritto dal Principe di Caposele e da Erasmo Gesualdo, usarono marmi del Sepolcro di Tulliola per la fabbrica della nascente costruzione.

Raffaele Capolino

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