CASTELLONE DI GAETA – anno 1809 DISTRETTO DI GAETA – PROVINCIA DI TERRA DI LAVORO

CASTELLONE DI GAETA – anno 1809
DISTRETTO DI GAETA – PROVINCIA DI TERRA DI LAVORO


ATTI DELLO STATO CIVILE
REGISTRO DEGLI ATTI DELLE NASCITE , ED ADOZIONI
RIFORMA NAPOLEONICA

Provincia di Terra di Lavoro – Università di Castellone di Gaeta

Con l’avvento Napoleonico del 1799, Castellone e Mola vissero un periodo di libertà e di innovazioni , in special modo sulla nuova regolamentazione imposta dai Francesi sugli atti e sulle incombenze relative agli atti dello stato civile .

Quando Giuseppe Bonaparte prese il potere nel Regno delle due Sicilie, fu emanato un decreto nel maggio del 1806 che fu l’inizio della riforma delle strutture burocratiche dell’amministrazione frazionando quello che era stato il Governo Centrale Borbonico in Ministeri.

Prima di questo Real decreto del 1806 e di quello successivo del 29 ottobre 1808, tutte le incombenze dello stato civile ,nel periodo borbonico, erano in pratica espletate dalle strutture religiose.

I Parroci registravano, sui libri delle loro Chiese , le nascite, i matrimoni, e i decessi.
Atti che avevano anche valenza ” civile “.

In pratica la gestione della storia civile, sociale, giuridica e politica, era demandata alla Chiesa che aveva anche l’obbligo di catalogazione e conservazione degli stessi documenti.

Con l’arrivo in Italia di Napoleone, suo fratello Giuseppe e suo cognato Gioacchino Murat ex gestore di alberghi , molte cose cambiarono e dal 1 ‘ gennaio 1809 furono introdotti diversi provvedimenti, innovativi per l’epoca, cosi’ riassunti:

– Le nascite dovevano essere annotate in un Registro con pagine ” cifrate” dal Presidente del Tribunale della Provincia di Terra di Lavoro.

– Su questo Registro, tenuto dalle autorità civili, veniva fatto obbligo di annotare gli eventi di nascite,matrimoni e decessi di tutti i residenti e non solo della città.
Questo fa capire che, nel periodo borbonico pregresso, ad esempio un decesso a Castellone di un appartenente ad altra città non veniva registrato in alcun registro né civile ,né religioso.

– Per i morti che prima venivano tumulati in fosse comuni all’interno delle stesse Chiese Parrocchiali, fu disposto la tumulazione in cimiteri da costruire al di fuori della cinta muraria di ogni città.

– Alcuni registri , a fine anno , dovevano essere duplicati con una copia da rimettere alla struttura amministrativa superiore.

Questo Regolamento Napoleonico sullo Stato Civile rimase anche dopo che i Borbonici ripresero il potere nel Regno delle due Sicilie, protraendosi fino ai giorni nostri con piccole modifiche avvenute solamente negli ultimi decenni ( divorzio, modifiche in materia di matrimoni, affidamenti, regime dei beni patrimoniali, cambiamenti di nome e di cognome , ecc. )

Questo è quello che ho potuto approfondire in forza di questo unico documento riguardante il nostro territorio ,messomi gentilmente a disposizione da un amico FB.

Documento mi ha dato la possibilità di raccontare le introduzioni legislative innovative sugli atti dello Stato Civile di duecento anni fa , riguardanti i nostri antenati appartenuti alla : Università di Castellone di Gaeta.

(Università era il termine usato a quei tempi, sostituito poi con la parola più appropriata e più moderna “comunità “.)

Il secondo documento, che riguarda altro comune, è stato postato solo per la sua nitidezza grafica e per dimostrare l’unicità della legislazione per l’ intero Regno delle due Sicilie.

Raffaele Capolino

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