LA PORTA DEGLI SPAGNOLI AL CASTELLO DI MOLA – FORMIA.

LA PORTA DEGLI SPAGNOLI AL CASTELLO DI MOLA – FORMIA.

Fu costruita a fianco al Castello di Mola, durante il periodo Aragonese, tra il 1400 e il 1500, così come narrato nel 1885 dal Conte di Castelmola Onorato Gaetani, dodicesimo proprietario dello stesso complesso fortilizio.

“……… sotto il dominio spagnuolo fu dal Governo ordinata la costruzione d’una gran porta sulla pubblica via tra il mare accosto al portone d’ingresso, e quello del fabbricato di rincontro, di tal che fosse in tempo di notte inibita l’entrata e l’uscita dal paese, meno nei casi urgenti, e di Regio servizio: e questa porta si chiamava Porta degli Spagnuoli, alla quale era addetta una guardia.
La porta fu abolita nell’anno 1799 dalle armi repubblicane Francesi, e l’arco in fabbrica sotto di cui essa stava fu demolito nell’anno 1851, ed in questa occasione l’amministrazione pubblica incanalo’ a sue spese, sotto il selciato della strada, l’acquedotto che porta l’acqua al Castello, e che prima passava sull’arco in fabbrica anzidetto. ”

Si comprende quindi che la porta con l’arco costruita dagli Aragonesi, fungeva anche da acquedotto sopraelevato, molto probabilmente collegato, all’esterno, con l’acquedotto romano di cui oggi vediamo i resti.

Nel 1799, quando i francesi comandati dal Generale Rey si impossessarono del Castello, due cannoni e due spingarde furono gettate dall’alto della Torre nella sottoposta piazza d’armi, perché era impossible scenderli per la scala interna.

Nel 1860 i piemontesi all’ordine del l’Ammiraglio Persano bombardarono il Castello pensando che fosse un fortilizio pieno di soldati.

Questa è la storia della Porta orientale , detta anche Porta degli Spagnuoli, ma l’antica Mola aveva altre due porte.

La Porta occidentale ,detta Porta dei Francesi o dell’Orologio, abbattuta nel periodo del Podestà Felice Tonetti, e una Porta a settentrione nel Maiorino , abbattuta anch’essa nei primi anni del secolo scorso.
Quest’ultima Porta, detta anche “Arco del Maiorino” è stata già oggetto, in passato, di un mio articolo.

Raffaele Capolino

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