L’ ANFITEATRO ROMANO DI FORMIA

L’ ANFITEATRO ROMANO DI FORMIA

Diversi ambienti voltati e di sostegno della cavea sud-occidentale dell’anfiteatro romano di Formia, sono ancora oggi visibili in un fabbricato di Via Anfiteatro , fatto costruire nel 1756 dalla nobile famiglia ” de Leone ” che vi abito’ fino al 1920 circa .

Il fabbricato fu in pratica costruito sui resti della fiancata sud-ovest della struttura romana , conservando al suo interno ambienti voltati, in opus reticolato, con inclinazione verso il centro del piano di calpestio dell’arena.

L’ attuale portone d’ingresso del palazzo nobiliare, ad esempio , era in pratica l’accesso lato sud- ovest .

Considerata la morfologia dei luoghi , e in analogia a strutture romane simili, credo che l’Anfiteatro di Formia avesse almeno cinque accessi principali , due ad ovest , due ad est e uno a sud .

È anche noto che il lato nord addossato alla retrostante collina , in più di duemila anni, sia stato interessato da un fenomeno di scivolamento del terreno che ha ” abbracciato” l’intera struttura fino a ricoprirla interamente nelle parti meno sporgenti.

Con grande meraviglia e autorizzato dai proprietari, ho potuto realizzare le foto 4 – 6 – 7 – 9 e 10, che allego a questo post.

Mi è stato riferito che anche molte pareti di ambienti al primo piano, sotto l’intonaco e in occasione di lavori interni, si sono presentate ricoperte da ” opus reticolato” .

Questi elementi strutturali , finora sconosciuti, sono importanti per una esatta conoscenza del perimetro esterno del sito archeologico, partendo da centro del piano di calpestio che va ancora ricercato a circa sei metri di profondità.

Ciò che porterebbe a ipotizzare che le volte del piano terra e del primo piano del fabbricato , possano riguardare il secondo e il terzo ordine di arcate della struttura ludica di epoca romana.

Insomma c’è la possibilità di uno studio fatto da un archeologo di professione e , con assoluta certezza , verranno fuori tanti particolari di un anfiteatro romano sconosciuto fino a pochi decenni fa.

Quindi le superiori parti che inizialmente si pensa fossero state realizzate in legno , in un restauro successivo furono sostituite da parti in muratura .

La nobile famiglia “de Leone” ha espresso non solo due parroci della Chiesa di S.Lorenzo in Formia, ma anche un Vescovo.

Nel corso dell’ultimo evento bellico il fabbricato subì la distruzione della parte sud che fu ricostruita nel dopoguerra con l’aggiunta di una sopraelevazione.

Nella sezione commenti, una foto della ” Villa de Leone” in un disegno del 1920 con cancello su Via Lavanga e con treno sbuffante in alto a sinistra.

In conclusione, molti motivi in più per riprendere gli scavi rimasti interrotti e per ridare alla cittadinanza formiana uno straordinario spazio da destinare ad eventi culturali e pubblici.

Altro particolare di non poca importanza è la cordialità e la gentilezza manifestatami da due famiglie orgogliose di vivere in un palazzo antico con fondamenta e struttura interna rivenienti da un anfiteatro romano del 1′ sec. d.C., che ha avuto resti imponenti e visibili fino a tutto il 1756.

Raffaele Capolino

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