CHIESA (DETTA ANCHE GRANGIA ) DI S.ANGELO DEI MARZI AI VENTICINQUE PONTI AL CONFINE TRA FORMIA E GAETA – LA SUA STORIA E LE SUE ORIGINI

CHIESA (DETTA ANCHE GRANGIA ) DI S.ANGELO DEI MARZI AI VENTICINQUE PONTI AL CONFINE TRA FORMIA E GAETA – LA SUA STORIA E LE SUE ORIGINI

Ho avuto modo di fotografare questa Chiesa negli anni ’70. Le prime tre foto sono di circa quarant’anni fa, le altre sono di questi giorni.

Da un confronto è possibile notare quanto degrado si è aggiunto a questi affreschi meravigliosi in questi ultimi anni.

L’interno del sito è compresso da un enorme albero di fico che sta spingendo sempre più le pareti della struttura che è situata sulla riva del Torrente Pontone che da Itri scarica le acque piovane fino al litorale formiano di Vindicio.La Chiesa ricade nel territorio di Gaeta ed è in prossimità del Viadotto dei XXV Ponti.

Sulle pareti esterne, oltre a pezzi di puddinghe e arenarie, sono stati adoperati numerose parti di basoli neri sicuramente rivenienti dalla vicina Via Appia romana.

A distanza di tanti anni mai avrei immaginato di rivedere una Chiesa, già all’epoca ridotta in rudere, in condizioni ancora più degradate e capaci di imminenti e pericolosi crolli.

Oltre che dal portale è possibile accedervi anche da un enorme foro in una parete, forse praticato per facilitare l’ingresso degli animali, come mi è stato riferito da un confinante.
Questa è la sua storia:
La Grangia di S.Angelo , chiamata dai Gaetani ” Sant’Agneglie” è detta “dei marzi” perché è riferita all’Angelo Nunziante S.Gabriele Arcangelo che si festeggia a marzo, per differenziarla da S.Michele Arcangelo che si festeggia a settembre.
Cosa è e come nasce il termine “La Grangia” ?
La Grangia (o Grancia) fu un termine usato dai monaci Benedettini per indicare inizialmente un deposito rurale ,per la custodia dei prodotti agricoli , che fu poi successivamente dotato di Cappella e locali ad uso abitativo per il ” Grangiere” e la sua famiglia che doveva provvedere alla gestione dei circostanti terreni ovviamente di proprietà clericale.Con il passare dei secoli la “grangia ” divenne una Chiesa.
La troviamo citata nel Codex di Gaeta e anche in una bolla di Papa Alessandro III inviata da Veroli al Vescovo di Gaeta Rainaldo il 29/3/1170.
In questa Chiesa vi fu sepolto ,in un sarcofago ,Lorenzo Gattola essendo stato Abate della Grangia e che morì nel 1394.

Il sarcofago di cui sopra è la vasca usata negli ultimi secoli (ved. foto) sia per sciogliervi il verderame e sia per l’abbeveraggio degli animali custoditi nello stesso sito.
Alcune grandi strutture come questa piccola di S.Angelo diedero origine ad abbazie o grandi villaggi rurali sia in Italia che in Francia dove troviamo spesso il termine “La Grange”.

Qualcuno che visitò questo sito prima degli anni ’70 notò ” Una Madonna con Bambino dal volto dolcissimo ” affrescata tra due Santi.
Negli anni ’70 , quando la visitai anch’io, il volto della Madonna appariva rovinato per sempre per colpa di qualcuno che aveva tentato , maldestramente, di staccarlo dalla parete.

Dei bellissimi affreschi risalenti ai primi decenni del XVI secolo qualcosa è rimasto oggi oltre alle mie tre foto degli anni ’70.

Le prime cose da fare, secondo il mio parere, è otturare il foro di una parete, apporre una porta all’ingresso ed eliminare l’enorme e secolare albero di fico nato all’interno della struttura. Sono cose che si fanno in un giorno di lavoro di due operai. Il resto è un compito che va affidato ai responsabili della Sovraintendenza ai beni culturali del nostro territorio.

Se qualcuno avesse foto della Chiesa e degli affreschi , questa è l’occasione di pubblicarle a corredo di questo post.
Potrebbero essere utili per una eventuale e sperata ricostruzione dei luoghi.

Raffaele Capolino

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