MUSEO DI VILLADOSE (Rovigo )

MUSEO DI VILLADOSE (Rovigo )


Da un cippo di epoca romana la storia di Caius Cilo ( Caio Cilone ) nato a Formia nel 50 d.C.

Nel corso delle mie ricerche sulle ” centuriazioni romane ” nel nostro territorio, è venuta fuori questa storia che, presentata in forma inconsueta , è il pezzo forte del Museo delle Centuriazioni di Villadose in provincia di Rovigo.

Nel 1854 in un terreno di Villadose , in località Ronco vicino Adria in provincia di Rovigo, fu rinvenuto un cippo in trachite ( foto 1 ) , conservato ora nel Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo , che riporta un’iscrizione relativa ad un patto stretto tra un certo Rufo e Cilone per la concessione di un passaggio d’acqua.

Il reperto fu sottoposto allo studio di epigrafisti ed esperti del diritto civile romano, dopodiché la Sezione di Antropologia Sociale dell’Antichità ha creato una trama che vede come protagonisti questi due personaggi che furono antichi abitanti di Villadose, anche se il Cilone , alias Caius Cilo, risultò essere di origine Formiana .

La trama, anche per rendere più semplice e stimolante l’apprendimento dei visitatori, è stata costruita in questi termini con un racconto fatto dallo stesso Caius Cilo conformemente alle ricerche fatte dagli studiosi di Rovigo.

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Sono Caius Cilo , sono nato a Formia nel 50 d.C. è sono diventato ” miles” della I LEGIO ITALICA a 17 anni sotto l’impero di Nerone .
Sono alto 6 piedi ( mt 1,76) , come era necessario per entrare in questa legione. Ho combattuto in durissime campagne militari lungo il Danubio riportando, per fortuna, lievi ferite.

Dopo 18 anni di onorato servizio militare sono stato congedato con una cerimonia indimenticabile e con assegnazione di terre centuriate nel ” municipium di Atria ” che mi hanno trasformato da LEGIONARIO a COLONO.

Dunque a 35 anni , qui a Villa Ducis ho posto la mia dimora e poiché mi sono innamorato di GIULIA mi sono unito in matrimonio con lei.

I miei campi erano fertili , anche per la mia devozione alla Dea Cerere, quando avvenne che un’estate fu povera di precipitazioni.

Io Caius Cilo, ricorsi all’aiuto di Rufo mio confinante, perché mi concedesse un passaggio d’acqua.

Il suo aiuto salvò i miei raccolti , ma …mi costò un PROCESSO, pur se dopo questo evento la mia vita continuò a scorrere serena.

Il tempo passava in pace, i miei figli crescevano e quando ATROPO ha voluto tagliare il filo della mia vita , me ne sono andato, come Giulia prima di me, nel Regno degli INFERI.

Ma so che un filo indelebile è rimasto tra me e voi: quello del continuo fluire del tempo che lega la mia storia alla vostra storia e che attraverso le tracce e gli oggetti che io vi ho lasciato e che voi avete scoperto ci ricorda che siamo figli della stessa terra.

LA TERRA CHE ORA VI APPARTIENE !

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Ogni anno , a Villadose , dal 1996 viene riproposto in costumi romani la ricostruzione in forma scenica di un ipotetico processo civile collegato al testo della iscrizione del Cippo.
Nel Processo , subito da Cilo per aver rimosso o spostato il cippo, ogni anno nel primo fine settimana di Settembre , Caio Cilo , ormai una “star ” , racconta la sua vita iniziando da quando è nato a Formia nel 50 d. C. . Successivamente , dopo la festa in costume, si apre un Convegno di Archeologia Sperimentale che affronta alcuni aspetti della vita degli antichi romani.

È probabile che la scoperta di Cilo ” Formiano ” sia avvenuta proprio a seguito di ricerche effettuate sul processo subito dal Cilo.

Il nome di Rufo potrebbe essere Attio per un’altra lapide che lo cita nello stesso territorio.

Il Gruppo Archeologico di Villadose ha creato e supporta questo evento storico-turistico anche grazie ad un nostro concittadino di duemila anni fa.

Quanto sopra narrato e creato dagli studiosi di Storia e di Archeologia di Rovigo , a mio parere è : SEMPLICEMTE STRAORDINARIO !

Sarebbe interessante , per noi di Formia, anche prendere conoscenza degli studi e delle ricerche effettuate dagli Storici , dagli epigrafisti e dagli Archeologi di Rovigo in merito a questa meravigliosa storia .

Questo è anche il modo , secondo me , per attirare turisti e per far appassionare i nostri giovani alla nostra Storia.

Le “Notti di Cicerone” erano eventi perfettamente in linea con quanto, in modo geniale, viene organizzato dagli abitanti di Villadose pur se aiutati dal nostro concittadino Formiano : CAIUS CILO

I numerosi personaggi della nostra Formia Romana possono aiutarci allo stesso modo del nostro legionario-colono: Caius Cilo

A solo titolo di completamento va rilevato che la presenza a Formia dei Rufo è rappresentata da Marco Celio Rufo , amico e tirocinante presso Cicerone , difeso in una causa penale dal grande Oratore con l’orazione Pro-Caelio.

Per quanto riguarda il “nomen” Cilo mi è capitato di aver incontrato nella mia vita lavorativa anche il cognome “Cilo” nella nostra città di Formia.
Il cippo conservato a Rovigo , che ha dato luogo a questa singolare storia , potrebbe quindi essere appartenuto al nostro patrimonio archeologico e poi trasportato altrove ? Chissà che le cose non siano andate proprio così !?!?!

Un mio prossimo post sulle ” centuriazioni ” nel Formianum spero possa riservarvi altrettante sorprese e fatti inediti .

Raffaele Capolino

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