VILLA RUBINO – FORMIA

VILLA RUBINO – FORMIA

Stiamo parlando di una dimora che è considerata da molti la Villa Formiana appartenuta a Marco Tullio Cicerone .

Con i recenti scavi è emerso un tratto di strada, lastricata in sanpietrini bicolori , interna alla proprietà appartenuta in ordine cronologico alla nobile famiglia dei Laudati-Marzano, al Principe Carlo Ligny di Caposele, ai Re Borbone Ferdinando II e Francesco II , e attualmente alla famiglia Rubino.

L’area oggetto di scavi è una parte di una importante proprietà tagliata in tre pezzi da due strade : La Nuova Flacca a sud realizzata negli anni ’50 scorso secolo e a nord il nuovo tratto di Via Vitruvio iniziato nel 1920 circa.

I lavori per la realizzazione di queste due strade e la costruzione di numerosi fabbricati a partire dagli anni ’20 del passato secolo, hanno permesso il ritrovamento di un numero altissimo di reperti di epoca romana.

Nella sola proprietà Nardone/Sorreca, confinante con la Chiesa privata S. Maria degli Angeli appartenuta alle famiglie sopra elencate, furono rinvenute statue e reperti di ogni dimensione, descritti in un inventario, con circa 200 voci , oggetto di un mio prossimo articolo.

Gli scavi recenti, come dicevo , hanno portato alla luce un tratto di strada interna utilizzata per raggiungere a piedi la Chiesa di S. Maria degli Angeli , citata in una annotazione del 1664 per un episodio cruento , narrato da Maurizio Liberace nel suo studio del 1981 sulle Chiese di Formia.

La stradina visibile in due foto non doveva essere di lunghezza inferiore ai trecento metri e collegava , da sud a nord , la dimora abitativa con una Chiesa di discreta grandezza posta al confine con l’attuale Via Rubino

I resti di predetta Chiesa con cupola , sono stati visibili fino agli anni ’70 ed io stesso ne ho ricordo .
La piantina allegata , sempre tratta dal testo di M. Liberace, fa capire , a chi conosce i luoghi, che la stradina in questione portava esattamente alla Chiesa menzionata ed ora non più esistente.

Un altro tassello di storia è emerso da questa grande proprietà che conserva un ingresso con trenta lapidi con iscrizioni di notevole importanza , tra cui quelle riferite alla ” Gens Vitruvia ” che hanno convinto gli studiosi classici e moderni a definire Formia , la città natale del più grande architetto del periodo romano : Marco Vitruvio Pollione.

Raffaele Capolino

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