DON GASTONE DI CASTELLONE – FORMIA Altre notizie sul ” Prete dotto “

DON GASTONE DI CASTELLONE – FORMIA
Altre notizie sul ” Prete dotto ”

Il disegno di Don Gastone in groppa a un asinello è un lavoro a carboncino e pennarello del Pittore Formiano Antonio Scotto che ha ripreso i lineamenti somatici pervenutici dal ritratto eseguito nel 1943 dal Pittore Antonio Sicurezza.

È in groppa a un asinello o a un mulo, che Don Gastone raggiungeva le sue proprietà terriere dove allevava bovini ed equini con l’aiuto di garzoni e ” parsenali ”

Questi ultimi ricevevano in gestione da Don Gastone un certo numero di mucche o cavalli da allevare e custodire .
Con la vendita dei capi veniva distribuito il ricavato secondo accordi stabiliti .

Una specie di mezzadria applicata alla zootecnia.

Don Gastone è ancora oggi ricordato, da chi l’ha conosciuto , per l’imponenza fisica, per lo sguardo imperioso e per la prominenza della cosiddetta ” la noce del collo “.

Elementi fisici che non sono sfuggiti ai due nostri Artisti concittadini Antonio Sicurezza e Antonio Scotto.

Alcuni aspetti del personaggio sono venuti fuori anche dai commenti al primo mio post del 20 marzo scorso, tra l’altro perfettamente in linea con quanto raccolto dalle mie interviste a chi ha potuto conoscere di persona Don Gastone.

Nelle fiere dove andava a vendere i suoi capi di bestiame, non si lasciava intimorire da concorrenti o acquirenti con comportamenti da ” guappi ” .
La sua risposta era : Sappiate che se voi siete zingari, io sono più zingaro di voi .

Ogni anno amava andare alle terme di Chianciano sperando di dimagrire.
Accadeva invece il contrario e partiva da Chianciano con la promessa al gestore delle terme di non rendere pubblico a Formia dove era stato a soggiornare.

Altro particolare interessante emerso è che l’area dove fu realizzato il Real Ginnasio e Liceo negli anni venti dello scorso secolo, era di proprietà di Don Gastone che ne fece dono alla cittadinanza formiana.

Don Gastone che dai Castellonesi era chiamato Don Gs’tone, morì d’infarto nel Palazzo di “Giuvann gliu pazz ” a S. Maria La Noce di Formia, dove era rifugiato nel periodo bellico.

Sono arricchimenti della storia di Don Gastone pubblicata il 20 marzo scorso.

Raffaele Capolino

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