FORMIA NEI QUATTRO EPISODI PIÙ IMPORTANTI DELLA VITA DI MARCO TULLIO CICERONE

FORMIA NEI QUATTRO EPISODI PIÙ IMPORTANTI DELLA VITA DI MARCO TULLIO CICERONE

Questi quattro eventi storici si verificarono nel 58 – 49 – 45 – 43 ac .

1) Nel 58 ac Cicerone fu condannato all’esilio per una legge penale retroattiva fatta votare dal Senato e presentata da Publio Clodio Pulcro, dietro istigazione di Caio Giulio Cesare, ostacolato, secondo molti storici, nei suoi piani da Cicerone nei fatti precedenti e inerenti la congiura di Catilina scoperta dall’Arpinate che per questo fu appellato dal Senato ” Pater Patriae”.
Catilina, come successivamente Clodio, fu in realtà una pedina manovrata da Crasso e Cesare che aspiravano al potere assoluto di Roma con la preventiva destabilizzazione del Senato.La congiura di Catilina era propedeutica alla proposizione di Crasso come Dittatore e Cesare, fortemente indebitato in quel momento verso lo stesso Crasso, come suo vice.

Durante l’esilio di Cicerone la sua villa di Formia fu espropriata e distrutta quasi interamente su disposizione del Senato.
Con il ritorno di Cicerone nell’anno successivo, perché ritenuto ingiustamente condannato, la villa di Formia fu ricostruita dall’Oratore con gli indennizzi riconosciutigli dallo stesso Senato.

2) Nel 49 ac il 28/3 , Cicerone ricevette a Forma la visita di Cesare che ritornava da Brindisi nel suo inseguimento di Pompeo che, impaurito da Cesare quando attraversò il Rubicone con una sola legione, aveva abbandonato Roma per ripararsi in Grecia e per prepararsi ad una guerra civile dopo aver allestito un adeguato numero di legioni.
Cesare voleva l’appoggio del più illustre e più carismatico dei Senatori i quali, tra l’altro e in molti, avevano abbandonato Roma su consiglio di Pompeo che era stato considerato dal Senato il “Difensore di Roma e delle sue istituzioni ” di fronte agli atteggiamenti “ribelli” di Cesare.
Per chiedere l’aiuto di Cicerone , Cesare si fermò a Formia nella sua villa.
Ma Cicerone ebbe il coraggio quel giorno a Formia di dire ” NO ” all’uomo in quel momento piu’ potente del.mondo , che lo avrebbe voluto come suo consigliere.
Sappiamo dal contenuto delle sue lettere che Cicerone si fidava più di Pompeo che di Cesare e che in quei frangenti di guerra civile tra Cesare e Pompeo, Cicerone aveva optato per stare dalla parte di Pompeo anche se non aveva approvato la sua fuga da Roma.

3) Nel 45 ac Cicerone, sempre a Formia , ospitò il Dittatore Cesare e la sua scorta di duemila pretoriani in una visita ufficiale di ostentazione del suo potere.
Preventivamente si era fermato dalla sua nipote Azia, madre di Ottaviano, sposata con Marco Filippo e residenti in una Villa nel Formianum che coincide con l’attuale Villa Irlanda a Vindicio.
Fu in quella occasione che Cicerone informò Cesare della morte del suo amico e cittadino di Formia Mamurra avvenuta qualche mese prima.

4) Nel 43 ac e precisamente nei mesi di novembre e dicembre, Cicerone dalla sua villa di Formia seguì con ansia e preoccupazione gli accordi a Bologna tra i triumviri Ottaviano, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido, che dovevano decidere la sua sorte e quella dei ” cesaricidi”.
Cicerone confidava nell’amicizia di Ottaviano e del suo vicino di casa a Formia Marco Emilio Lepido, i quali però non riuscirono a frenare lo spirito vendicativo di Marco Antonio verso Cicerone che lo aveva attaccato duramente in Senato con quattordici Filippiche miranti anche a difendere i diritti di Ottaviano come unico erede di Cesare.
Ottaviano e Lepido erano inizialmente riusciti a limitare il destino di Cicerone ad una condanna per un esilio perpetuo.
Marco Antonio riuscì tuttavia in extremis a fare apporre il nome di Cicerone in testa alla lista di proscrizione dei condannati a morte e dopo il suo assassinio a Formia il 7 dicembre del 43ac, ebbe la macabra soddisfazione assieme a sua moglie Fulvia ( vedova di Publio Clodio) di avere a Roma , tra le mani e nella sua dimora , la testa del grande oratore. Si racconta che Fulvia punzecchio’ piu’ volte la lingua dell’Oratore con uno spillone per capelli.
Cicerone fu decapitato nella sua Villa di Formia , mentre cercava di fuggire per andare in Macedonia in ossequio alla iniziale condanna all’esilio perpetuo comunicatogli qualche giorno prima. Gli autori di questo orrendo delitto furono i killer di Marcantonio : Erennio e Polibio , quest’ultimo difeso dallo stesso Cicerone anni addietro in una causa penale di “parricidio” .

Un altro momento importante della vita di Cicerone deve essere stato quando nel 45 a.C. prese la decisione di far costruire a Formia , in un luogo dominante della sua proprietà, il sepolcro della sua figlia Tulliola morta a seguito di parto a 33 anni.

I punti 2 e 3 saranno trattati più approfonditamente nei prossimi giorni, mentre per i punti 1 e 4 , chi volesse leggere maggiori particolari , può consultare i miei post pubblicati il 14 e 16 settembre 2015.
La prima delle due foto è la testa di Cicerone trovata a Formia e poi trafugata dal Museo locale e non più recuperata.Da notare la straordinaria somiglianza alla seconda foto di un busto di Cicerone.

Raffaele Capolino

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