UN RIMPROVERO SCRITTO AL SINDACO DI FORMIA PER SCARSA ATTENZIONE NELLA CUSTODIA DI REPERTI ARCHEOLOGICI

UN RIMPROVERO SCRITTO AL SINDACO DI FORMIA PER SCARSA ATTENZIONE NELLA CUSTODIA DI REPERTI ARCHEOLOGICI

I fatti, ricostruiti da documenti rinvenuti nell’Archivio Storico del Comune di Formia, sono questi :

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Con una lettera del 2/7/1907 ( foto 1 – 3 ) il Direttore del Museo di Napoli scrive al Sindaco Adolfo Nucci:

” Un funzionario di questo Museo, reduce da codesta Città, dove si è recato in missione, mi riferisce di aver veduto costa’ , nel cortile del Palazzo della Prefettura , due enormi blocchi di travertino , appartenenti alla trabeazione di un edificio pubblico romano , quasi sepolti in mezzo a calcinacci, e destinati ad essere coperti del tutto.

Quei blocchi portano impressi sulla faccia esterna , in lettere cubitali , alcuni frammenti epigrafici che furono già editi dal Mommsen nel volume X del Corpus Inscriptionum Latinarum nn. 6086 e 6210.

A parte l ‘importanza storica dei due blocchi , il fatto stesso che sono noti nel mondo scientifico come esistenti da molti anni nel cortile di codesto Palazzo Prefettizio, dovrebbe metterci al riparo da ogni colpevole abbandono , tanto più che si trovano in un edificio appartenente allo Stato.

E poiché pare che il legittimo proprietario di essi sia codesto Municipio , faccio appello alla S.V.Ill.ma , affinché non permetta la sparizione totale di quei frammenti architettonici ed epigrafici , facendoli rimuovere dal posto dove sono e collocarli in sede migliore.

Gradirei un cenno di assicurazione.

IL DIRETTORE INCARICATO
Firma illeggibile

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Il Funzionario deve aver visto qualcosa di simile alla foto 2 che riporta in alto a sinistra i due reperti posizionati sul cortile del Palazzo Comunale .In uno di essi si legge la scritta : MESSIA ( uno dei due CIL riportati nella nota del 2/7/1907)

Il Sindaco Cav. Adolfo Nucci in data 12/7/1907 fece recapitare assicurazioni scritte da un suo funzionario, che chiusero l’episodio specifico , ma non posero fine al ” vagabondare dei due importanti reperti ” che rimasero nello stesso luogo fino ai primi anni del dopoguerra .

Negli anni 60/70 i reperti , che nel frattempo erano cresciuti di numero, furono spostati prima in Piazza della Vittoria, poi in Villa Comunale, poi ancora nei giardini del Coni , nel Parco De Curtis e nella Piazzetta Luigi Purificato.
I numerosi elementi di trabeazione di uno stesso Tempio Romano , sparsi un po’ ovunque , sono stati oggetto, su mia insistenza, di uno studio condotto dal Prof. Heikki Solin e dal suo collaboratore Gianluca Mandatori .

I risultati di questo lavoro saranno pubblicati prossimamente su una Rivista Tedesca , leader mondiale nel settore epigrafico romano.

La solerzia e la precisione del Direttore del Museo di Napoli del 1907 , mi ha dato la possibilità di preannunciare fatti ed eventi d’importanza eccezionale che serviranno, quantomeno , ad attutire la figura non proprio esemplare dei nostri amministratori pubblici di circa un secolo fa.

Raffaele Capolino

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