LA “FORMIANITA’ ” DI PASQUALE MATTEJ DESUNTA DA UN SUO SCRITTO

LA “FORMIANITA’ ” DI PASQUALE MATTEJ DESUNTA DA UN SUO SCRITTO

Nel giugno del 1877 , a due anni dalla sua morte avvenuta a Napoli, Pasquale Mattej venne a conoscenza che a Formia era stata trovata una statua femminile alta cm 90, per cui si recò nella sua amata città natale , forse per l’ultima volta , per disegnare il reperto , come era solito fare.

Il disegno fu realizzato il 15 giugno del 1877 e la statua , come capito’ spesso, andò persa.

Fu in quella occasione che ebbe a scrivere quanto segue :

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” A Formia poi, negli anni precedenti, il Governo Borbonico si arrogava la proprietà di qualunque antichità si rinvenisse per arricchire il Museo di Napoli; non solo ma si arrogava altresì il diritto di ampiamente scavare e ricercare in quei luoghi ove si avesse trovato qualche cosa , o se ne avesse sentore.

Senza la rabbia dei Saraceni, senza la predetta circostanza se Formia potesse rendere alla luce tutti i capi d’arte che racchiudeva ed ancora racchiude, Formia sarebbe tutto un museo da un capo all’altro, e più sontuoso di Pompei.

Se ivi dimoravano provinciali, a Formia villeggiavano i principali romani. ”

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Le foto e i riferimenti sono presi dal libro di Giorgio Ottaviani dedicato al nostro grande Artista Pasquale Mattej ( Formia 1813 – Napoli 1879 ).

Raffaele Capolino

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