VILLAGGIO DON BOSCO – FORMIA Cenni storici

VILLAGGIO DON BOSCO – FORMIA
Cenni storici

La foto risale alla fine degli anni sessanta.

Particolari circostanti l’area del Don Bosco sono:

In fondo a destra l’Albergo “Il Fagiano” , in alto al centro della foto un vecchio laboratorio per mobili, abbattuto per consentire la costruzione della sede attuale della Guardia di Finanza.

Al centro un’area di macerie belliche rivenienti dalla distruzione della Clinica del Sen. Scotti ( detta anche Clinica Giovanna di Bulgaria) , attrezzata per la cura del tifo di natura viscerale negli anni prebellici e voluta dal Podestà Felice Tonetti amico dello stesso senatore.

Questa area sarà poi utilizzata per la costruzione di un istituto religioso gestito, come scuola privata , dalle Suore dell’Istituto Mater Divinae Gratiae di Gianola , mentre l’area libera a sinistra e’ occupata adesso dalla Parrocchia Cuore Immacolato di Maria comunemente detta Parrocchia Don Bosco.

La struttura più interessante dal punto di vista storico è quella lunga costruzione dipinta in bianco che risale al 14′ anno dell’era fascista e cioè il 1936 . Forse è l’unica struttura in semplice stile fascista pervenutaci in ottime condizioni .
Questa struttura , su disposizione del Podestà Felice Tonetti, ospitò gli ufficiali della ” Divisione 28 ottobre” in attesa di partire per le colonie italiane dell’Africa Orientale : Etiopia ed Eritrea. Molti dei 10.000 soldati di predetta Divisione alloggiarono in tende su terreni circostanti , sulla zona di Scacciagalline e attorno al fabbricato G.I.L. di S.Janni.

I due predetti periodi sono scolpiti separatamente in due cippi in pietra calcarea inglobati nella parte centrale esterna della stessa struttura nata per esercitazioni giovanili con funzioni analoghe alla costruzione GIL di S.Janni.
Questa struttura è stata poi utilizzata anche come alloggio per i giovani delle colonie estive sia nel periodo prebellico sia in quello postbellico.

Negli ultimi anni ha ospitato una casa famiglia per giovani e un centro d’accoglienza per immigrati.

L’area attorno alla predetta struttura , tra l’altro perfettamente conservata, è piena di reperti romani , in particolare di basoli appartenuti alla confinante Via Appia Antica.

Raffaele Capolino

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