STUDII SUL DIALETTO DI FORMIA A cura di Pasquale Mattej ( 1813 – 1879 )

STUDII SUL DIALETTO DI FORMIA
A cura di Pasquale Mattej ( 1813 – 1879 )

Pasquale Mattej ci ha trasmesso anche i suoi ” studii sul dialetto di Formia” che , come lui stesso afferma, elaboro’ in un mese e 17 giorni e precisamente dal 29 aprile al 17 giugno 1873 , nei suoi ultimi anni di una vita vissuta intensamente.

Nella presentazione di questa sua opera sul ” patrio dialetto di Formia” conclude con queste parole rivolgendosi a noi suoi concittadini :

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“A voi , concittadini miei, questo mio qualunquesiasi lavoro letterario. Giudicatene , ma sia calma e non precipitata la sentenza.
Napoli, giugno 1873 ”

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Ho letto con interesse questo lavoro del Mattej e mi limito a segnalarvi solo dodici parole , in esso riportate, che io ho sentito dai miei genitori e nonni negli anni cinquanta e che credo siano scomparse dal dialetto odierno della nostra citta’.

Alazzo = Sbadiglio
Ascheto = Terrazza coperta o scoperta – Lastrico
Cimmeraglia = Medaglia
Ceroggio = Candela
Corolla = Ravvolto di panno a forma di cerchio , usato da chi portava dei pesi in testa. Mia madre l’usava.
Craie = Domani ( dal latino cras ). Piscraie = dopodomani
Mantricieglio = Tovagliolo
Mocchera e Mucchera = Pezzuola per il capo o per soffiare il naso.
Pelungi = Conchiglie bivalvi
Piunzo = Recipiente di legno per contenere uva e vino.
Sinola = Catino di terracotta ( dal latino “sinus)
Varechaera = Contrada dove erano le ” gualchiere” e spiazzo in discesa per varare una imbarcazione.

Sono parole che la maggior parte dei nostri figli non ha mai sentito dai loro genitori.

Vi assicuro che leggere questo volumetto del Mattej ci riporta ai tempi in cui eravamo bambini e ascoltavamo dai nostri padri e nonni tante parole antiche che oggi purtroppo sono sparite.

Con piacere e grazie al nostro Grande Concittadino, ho potuto riscontrare anche che in cento anni circa, dal periodo in cui visse il Mattej e fino agli anni cinquanta dello scorso secolo, quasi niente è cambiato nel linguaggio dialettale di Formia.

Raffaele Capolino

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