CASTELLONE E MOLA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE. ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DEL REGNO E CENSIMENTO DEL 1840. FORMIA DOPO L’UNITA’ D’ITALIA E TUTTI I CAMBIAMENTI AMMINISTRATIVI-TERRITORIALI AVVENUTI.

CASTELLONE E MOLA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE.
ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DEL REGNO E CENSIMENTO DEL 1840.
FORMIA DOPO L’UNITA’ D’ITALIA E TUTTI I CAMBIAMENTI AMMINISTRATIVI-TERRITORIALI AVVENUTI.

Il Regno delle due Sicilie fin da quando nacque nel 1816 era strutturato su quattro livelli: Province , Distretti, Circondari, Comuni.
In particolare ,da un censimento del 1840 la situazione dei quasi otto milioni di abitanti nel Regno delle due Sicilie era la seguente:

L’intero territorio era formato da 22 Province
Le Province erano divise in 76 Distretti
Tutti i Distretti erano divisi in 684 Circondari
Tutti i Circondari erano divisi in 2189 comuni

Particolare storico e’ che all’interno del Regno delle due Sicilie vi erano due territori (detti Enclavi) che non appartenevano al Regno Borbonico in quanto erano territori facenti parte dello Stato Pontificio: Enclave di Pontecorvo ed Enclave di Benevento
L’Enclave è un territorio all’interno di uno Stato , ma appartenente e governato da un altro Stato nei confronti del quale il territorio esterno prende il nome di “Exclave”.
La nostra Regione di aggregazione era la Campania e la nostra Provincia era denominata Terra di Lavoro con capoluogo Caserta.
Il nostro Distretto di appartenenza, quello di Gaeta che aveva la competenza amministrativa sui seguenti nove Circondari di:
Gaeta stessa
Fondi
Pico
Roccaguglielma( oggi Esperia)
Traetto (oggi Minturno)
Roccamonfina
Sessa
Carinola
Ponza

Il Circondario di Gaeta comprendeva:
Gaeta. con 2.654 abitanti
Castellone con 3.428 abitanti
Mola con 1.726. abitanti
Castellonorato. con 730 abitanti
Maranola con 1.000. abitanti

Particolare davvero curioso è che nel 1840 Gaeta con soli 2.654 abitanti ma con titoli di Distretto e di Circondario , aveva una funzione di capoluogo , pur nella sua decentralita’ territoriale, non solo su circa 7.000 cittadini di Castellone,Mola,Maranola e Castellonorato, ma anche su altre otto città in un’area ampia che andava da Fondi a Roccamonfina e da Minturno fino a Ponza.
Questo dato preso dal censimento è quasi certo che sia riferito ai soli abitanti residenti entro le mura , dato che nel 1861 la popolazione totale censita raggiunse quasi le 15.000 unità.

Quanto sopra descritto era il quadro organizzativo-amministrativo Borbonico fino al 186O. A questa situazione , dopo la scomparsa del Regno delle due Sicilie, subentrarono le seguenti organizzazioni amm.ve:

Org.ne. Sabauda. Dal 1861 al 1927
“. Fascista “. 1927 al 1934
” “. “. 1934 ad oggi
Nel 1863, con la rinascita della Città di Formia con la fusione di Castellone e Mola, il Regno Sabaudo suddivise il Circondario di Gaeta in nove mandamenti con Formia ,Maranola e Castellonorato appartenenti al Mandamento numero III di Gaeta.
In pratica tutto rimase come nel periodo Borbonico fino al 1927 quando il Primo Ministro Benito Mussolini soppresse la Provincia di Terra di Lavoro e i Distretti di Gaeta e di Sora che passarono rispettivamente alla Provincia di Roma e alla Provincia di Frosinone.Non si parlò mai più né di Distretti, né di Circondari né di Mandamenti almeno nella zona del nostro Golfo.

Fu il migliore periodo di Formia amministrata dal Podestà Felice Tonetti dal 1927 al 1934.

Così Formia e le città di Fondi, Gaeta , Itri e Minturno passarono dalla Regione Campania alla Regione Lazio e dalla Provincia di Terra di Lavoro alla Provincia di Roma.
Nel 1927 , con Formia in provincia di Roma si verificò finalmente la fine della oppressione amministrativa borbonica con Gaeta come ente Distrettuale e Circondariale.Alcune richieste di fusione dei comuni di Mola e Castellone con ripristino del nome di Formia furono ritenute inammissibili in prima istanza dalla stessa Gaeta.
Nel 1934 Formia passò successivamente e assieme a tutte le altre città del Basso Lazio, in provincia di Littoria divenuta poi Latina.

Quindi , anche se mi ripeto, Formia in appena sette anni si trovò trasferita dalla Regione Campania alla Regione Lazio e dalla Provincia di Terra di Lavoro alla Provincia di Roma per poi essere definitivamente aggregata alla Provincia di Latina di nuova istituzione.
In un periodo in cui i mezzi di informazione erano limitati al “passaparola rionale” e a poche testate giornalistiche che certamente non erano utilizzate dalle masse popolari , penso che non fu tanto facile per i nostri padri riuscire a capire il contenuto di questi sconvolgimenti amministrativi presi in tempi così ravvicinati e a ridosso dell’evento bellico. In particolare solo ad alcune classi sociali era noto in quale Provincia fosse stata inserita la Città di Formia.

Ricordo un episodio curioso che si verificò quando il mio maestro Carlo Cardillo , anche per testare il supporto didattico familiare, in seconda elementare negli anni ’52 -’53 , e in un aula dell’edificio di Via Lavanga (agli Stalloni) , un giorno chiese a ognuno di noi a quale Provincia fossimo aggregati.
Le risposte di noi ragazzi furono le più disparate: Caserta, Terra di Lavoro, Roma, Campania , Lazio, Agro Pontino, Napoli, Gaeta. Solo qualcuno disse : Latina
Per noi nati nell’immediato dopoguerra e soprattutto per i nostri padri e le nostre madri , il periodo bellico ,con tutte le sue problematiche e le sue tragedie , non era ancora finito. Con tutto quello che c’era da fare e anche per la scarsità dei mezzi informativi come già detto, i nostri genitori non erano stati in grado di trasferire ai figli i contenuti precisi delle sconvolgenti novità amministrative adottate dal Governo Fascista in pochi anni e in tempi di turbolenza prebellica.

Molti appresero di Formia in provincia di Roma dalle cartoline d’epoca che circolarono dopo il conflitto bellico e non pochi pensarono inizialmente anche ad un possibile errore di stampa .

Ho ritenuto di dovere approfondire questo argomento e questi fatti storici a molti né noti e né chiari .

Ora spero lo siano dato che è storia del nostro territorio e dei nostri antenati.
Quanto sopra narrato è un “‘ flash ” della storia amministrativa di Formia negli ultimi due secoli.

Raffaele Capolino

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