UNA STORIA CHE APPARTIENE A FORMIA CON L’IMPERATORE ROMANO MARCO AURELIO, FAUSTINA, COMMODO, AVIDIO CASSIO E ALTRI

UNA STORIA CHE APPARTIENE A FORMIA CON L’IMPERATORE ROMANO MARCO AURELIO, FAUSTINA, COMMODO, AVIDIO CASSIO E ALTRI

Il territorio del Formianum era esteso dal torrente S.Croce a est fino al territorio dell’attuale città di Sperlonga a nord,-ovest , comprendendo quindi Gaeta, che rappresentava il suo porto piu’ grande , e Itri.

Nella seconda cartina è rappresentato il Sinus Formianus con i principali monumenti romani estesi in tutto l’arco del golfo dove erano disposte le numerose ville patrizie e diverse proprietà imperiali appartenute ad Augusto ( attuale villa Irlanda) e a tutti gli imperatori della dinastia degli Antonini detti anche ” imperatori adottivi “.

Il capostipite di questa dinastia fu Marco Cocceio Nerva che adottò Traiano .Poi vennero Adriano , Antonino Pio e Marco Aurelio tutti adottati
dai precedenti imperatori che non avevano avuto figli maschi naturali dalle loro consorti.

Marco Aurelio, sposato con Faustina Minore figlia di Antonino Pio, ebbe tredici figli con la stessa consorte , ma solo cinque raggiunsero la maggiore età, tra cui l’unico maschio e pretendente al trono Commodo .

Quest’ultimo , conosciuto per le sue stranezze e per la sua passione per i giochi gladiatori e lotta libera , in età giovanile voleva punire un servo pretendendo di volerlo infilare nel forno perché responsabile di aver riscaldato troppo la Domus in cui dimorava.

Questo episodio, di cui non conosciamo l’esito finale, potrebbe essere avvenuto proprio nel Formiano e precisamente a Gaeta, dove Commodo dimorava con sua madre Faustina Minore mentre Marco Aurelio era impegnato nelle sue numerose campagne militari in Germania e in Pannonia.

Insomma Marco Aurelio , per giunta in non perfetta salute e con questo figlio naturale per niente equilibrato , non poté adottare un suo successore come fecero i precedenti imperatori della dinastia degli Antonini.

Tra l’altro Faustina Minore era ritenuta dagli storici una libertina poco fedele al marito avendo avuto molti approcci con ” marinai di Gaeta e un gladiatore di Formia “.Secondo gli storici del momento da un rapporto con predetto gladiatore , nacque una coppia di gemelli maschi ma solo Commodo sopravvisse , ereditando i geni del padre naturale per avere una passione esagerata per i giochi gladiatori .
La straordinaria somiglianza di Commodo a Marco Aurelio fa cadere queste dicerie da ” gossip ” dell’epoca romana.

La madre di Commodo, Faustina Minore figlia di Faustina Maggiore, era preoccupata, con una improvvisa morte del marito, di perdere il suo status di ” Augusta ” pervenutale dal padre Antonino Pio. Il figlio Commodo, ancora troppo giovane, non sarebbe stato pronto per un incarico di imperatore.
Furono questi i motivi per conoscere Avidio Cassio , un valido generale di suo marito, sperando di sposarsi con quest’ultimo in caso di una morte precoce di Marco Aurelio . In questo modo avrebbe salvato la sua posizione di Augusta e conservato il ruolo futuro di imperatore a Commodo.

Per far piacere a Faustina , Marco Aurelio affidò al pur bravo suo generale Avidio Cassio” l’imperium maius” cioè un comando superiore a tutti i governatori delle province africane e orientali dall’Egitto alla Turchia , con l’aiuto di cinque legioni adibite al controllo di questo vasto territorio.
Per giunta Avidio Cassio aveva in Pannonia tre legioni che gli erano rimaste fedeli per esserne stato il loro comandante, per cui aveva in totale un appoggio militare di circa 40.000 soldati.

Quando, nel 175 d.C., si sparse la falsa notizia della morte di Marco Aurelio , Avidio Cassio si autoproclamò imperatore di Roma acclamato dai suoi legionari.
Questo situazione si prolungò per tre mesi , anche dopo che si seppe che Marco Aurelio era invece vivo e vegeto. Avidio Cassio in breve tempo conquistò tutti i territori a Sud del Tauro e si preparava a conquistare il potere anche con con la guerra civile contro Marco Aurelio.
Questi ultimi fatti costrinsero il Senato a ritenerlo ” hostis pubblicus ” cioè ” nemico di Roma ” .

Tutto si risolse con l’assassinio di Avidio Cassio ad opera di un centurione di nome Antonio fedele a Marco Aurelio che , stando a Formia , si vide ricevere la testa mozzata del generale usurpatore come era d’uso comune a quei tempi.

Morto Avidio, Faustina cercò di salvare se stessa dalle critiche, spedendo da Formia due lettere a Marco Aurelio per invitarlo ad essere inflessibile con i familiari e i responsabili del tentativo di usurpazione del trono imperiale.
Marco Aurelio rispose con due lettere affermando che sarebbe stato invece clemente e avrebbe perdonato chi aveva appoggiato Avidio Cassio sostenendo:

” la clemenza è l’occasione per rendere piu’ grande un imperatore come successe a Cesare, ad Augusto e a tuo padre che fu appellato dal Senato : Pio ”

In queste quattro lettere il nome di Formia è citato tre volte ed è bellissimo il testo della lettera conclusiva di Marco Aurelio che pensò bene di organizzare prontamente un viaggio con Faustina e Commodo nelle province africane-orientali che si erano rivoltate mettendosi dalla parte dell’usurpatore.

In suddetto viaggio del 175 d.C. , Faustina morì ad Halala, un paesino della Cappadocia in Turchia, che fu fatta Colonia da Marco Aurelio dopo avervi fatto prima costruire un Tempio dedicato a sua moglie per poi essere successivamente riutilizzato dall’imperatore Eliogabalo della dinastia dei Severi.

Nel 180 d.C. morì Marco Aurelio per aver contratto la peste. Divenne unico imperatore Commodo che già dal 177 d.C. , all’età di 17 anni , fu co-imperatore insieme a suo padre Marco Aurelio.

Fu l’unico errore di questo grande imperatore, quasi nostro concittadino di duemila anni fa , che lasciò l’Impero di Roma nelle mani di un incapace che fu osteggiato anche da sua sorella Lucilla che, ritenuta responsabile di una congiura contro il fratello, fu da quest’ultimo relegata per sempre nell’isola di Capri insieme ad un’altra vittima di Commodo: sua moglie Bruttia Crispina.

Dichiarato dal Senato “nemico pubblico” e oggetto di ” damnatio memoriae” , Commodo fu ucciso dal suo stesso ” trainer personale” Narcisso aiutato da una concubina dell’imperatore , entrambi assoldati dal Senato nel supremo interesse di Roma.

Con la morte di Commodo nel 31 dicembre del 192 d.C. , Roma visse in modo disastroso l’anno 193 d.C. , in cui si alternarono ben cinque imperatori: Pertinace, Didio Giuliano, Clodio Albino , Pescennio Nigro e Settimio Severo.

Quest’ultimo con il suo carattere forte , riuscì ad imporre al Senato la riabilitazione di Commodo. Dette in pasto a due leoni Narcisso e fece condannare e giustiziare una trentina di Senatori che avevano appoggiato, contro se stesso , l’usurpatore Clodio Albino.

Settimio Severo, in una dedica bellissima della Colonia Aelia Adrianea di Formia, per farsi ritenere un discendente degli Antonini, si autoproclama, curiosamente e con grande fantasia, figlio adottivo di Marco Aurelio, fratello di Commodo, nipote di Antonino Pio , pronipote di Adriano, abnipote di Traiano e adnipote di Nerva. I rarissimi termini ” adnepote e abnepote” sono usati per una presunta ascendenza di quarta e quinta generazione.

L’originale in marmo di questo importante reperto è conservato nel Museo della Civiltà Romana a Roma . A noi è rimasto un disegno del Mattej che ebbe la possibilità di vederlo e di riprodurlo in disegno fin nei minimi particolari , ma commettendo l’errore di saltare il rigo in cui era citato Traiano che fu aggiunto solo in ultimo a lato del disegno con il segno ” + “.

Questa è la storia familiare di Marco Aurelio che è stata oggetto anche di una mia relazione il 16 ottobre 2016 al Porticciolo Caposele di Formia.

Una storia che ci appartiene perché vissuta da personaggi che hanno dimorato nel nostro stesso territorio e che, per questo fatto e con tanto orgoglio, dobbiamo tener viva e trasmetterla alle generazioni future.

Su questa storia realmente accaduta si sono cimentati gli storici e senatori contemporanei dei protagonisti : Cassio Dione con la Historia Augusta e Mario Massimo con la vita di Marco Aurelio. Ancora oggi molti storici cercano di capire le reali colpe e infedeltà di Faustina Minore.

Sia Marco Aurelio sia Commodo si adoperarono per cancellare ogni prova e testimonianza che potessero documentare sia le infedeltà coniugali sia le colpe di Faustina Minore nella usurpazione messa in piedi da Avidio Cassio.

Questa, nel rispetto della storia, doveva essere la trama del film ” Il gladiatore ” completamente romanzato e con l’unica reale protagonista : Lucilla , nel suo ruolo di contrapposizione a suo fratello Commodo.

Cliccare sulle immagini per leggerne le didascalie.

Raffaele Capolino

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